Alla Conselleria de Educación, Ciencia, Universidades e Formación Profesional
Con il presente documento, la comunità educativa e gli enti firmatari desiderano manifestare il loro più profondo rifiuto verso la progettazione e l’implementazione dell’attuale modello delle “Aulas Senda” nel sistema educativo galiziano, poiché le consideriamo una misura apertamente segregante e un chiaro passo indietro nei diritti degli studenti più vulnerabili.
1. Mancanza di trasparenza nella presentazione della Strategia di Inclusione
È necessario denunciare pubblicamente l’oscurantismo con cui la Xunta de Galicia ha trattato questa figura. Nella riunione tenutasi recentemente sulla Strategia Galiziana di Inclusione Educativa, le Aulas Senda sono state l’unico punto che è stato deliberatamente ignorato senza offrire alcuna spiegazione.
Oggi comprendiamo con totale chiarezza il motivo di quel silenzio: la Xunta era consapevole di introdurre una risorsa che rompe con i principi fondamentali dell’educazione inclusiva, nascondendo alla comunità educativa un modello che riporta gli studenti con bisogni specifici fuori dalla classe ordinaria.
2. Una misura segregante che viola il quadro normativo e internazionale
Le “Aulas Senda”, nel loro formato attuale, costituiscono una forma di segregazione camuffata che contravviene ai quadri legali e alle raccomandazioni internazionali sull’inclusione: Incompatibilità con l’UNESCO e gli SDG: L’UNESCO definisce l’educazione inclusiva come il diritto di tutti gli studenti ad apprendere insieme nello stesso ambiente, garantendo la presenza, la partecipazione e il progresso congiunto. L’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 (SDG 4) dell’Agenda 2030 richiede un’educazione inclusiva, equa e di qualità, qualcosa di incompatibile con la creazione di spazi segregati all’interno degli stessi istituti scolastici.
Inadempienza del Decreto sull’Attenzione alla Diversità della Galizia: Il Decreto 229/2011, del 7 dicembre, che regola l’attenzione alla diversità degli studenti negli istituti scolastici della Comunità Autonoma della Galizia, stabilisce come principio fondamentale che la scolarizzazione degli studenti con bisogni educativi specifici avvenga nell’ambiente più inclusivo possibile, garantendo la loro integrazione nel gruppo di riferimento e limitando i supporti fuori dall’aula a situazioni eccezionali e giustificate.
Violazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: nel suo Articolo 24 (ratificato dallo Stato spagnolo), si proibisce esplicitamente l’esclusione degli studenti dal sistema generale di istruzione per motivi di disabilità o difficoltà di apprendimento.
3. Le nostre richieste
Segregare gli studenti etichettandoli e separandoli dai loro pari non risolve le necessità di supporto; al contrario, stigmatizza, danneggia il loro sviluppo sociale e priva il resto degli studenti della ricchezza della diversità.
Imparare insieme offre opportunità per conoscere diversi modi di comunicare, relazionarsi e comprendere il mondo; costruire legami reciproci, mettere in discussione i pregiudizi e imparare a convivere in uguaglianza. La separazione impoverisce queste opportunità per l’intera comunità educativa.
Chiediamo che venga chiarito in base a quale articolo legislativo e a quali modalità siano organizzate queste aule e come verranno garantiti i diritti di inclusione e partecipazione reale, evitando che consolidino percorsi separati e senza contraddire l’articolo 24 dell’interpretazione del Comitato, nella
Convenzione ONU, che fonda la critica alla segregazione anche all’interno di un istituto
ordinario.
Per tutto ciò, ESIGIAMO:
1. La ridefinizione e trasformazione delle Aulas Senda
Affinché smettano di funzionare come spazi di separazione degli studenti e si trasformino in risorse accessibili di regolazione sensoriale ed emotiva, aperti a tutti gli studenti che ne abbiano bisogno in momenti puntuali, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno una diagnosi o bisogni educativi specifici. Devono essere concepiti come autentiche aule multisensoriali, presenti nelle scuole ordinarie e al servizio di tutta la comunità scolastica, nelle quali qualsiasi bambino o bambina possa trovare uno spazio di benessere, autoregolazione e accompagnamento quando ne abbia bisogno.
2. Che questi spazi non vengano utilizzati per scolarizzare o mantenere separati gli studenti con bisogni educativi speciali, né per giustificare la loro uscita sistematica dall’aula ordinaria.
La loro finalità deve essere quella di favorire la partecipazione, l’autonomia e il benessere di tutti gli studenti, non sostituire l’attenzione educativa inclusiva né convertirsi in una risorsa legata all’ottenimento di maggiori dotazioni in cambio della separazione di determinati bambini e bambine dal loro gruppo di riferimento.
3. La dotazione ai centri di risorse materiali, formazione specifica e consulenza al corpo docente per garantire l’uso adeguato di questi spazi da una prospettiva inclusiva.
Non basta creare aule: è imprescindibile fornire materiali sensoriali adattati, formazione sull’elaborazione sensoriale, sull’autoregolazione e sull’accompagnamento emotivo, così come orientamento affinché queste risorse vengano impiegate con criteri pedagogici chiari e a beneficio di tutti gli studenti che ne abbiano bisogno.
4. La dotazione reale di risorse umane e materiali nelle classi ordinarie.
Rafforzando i team di Pedagogia Terapeutica, Audizione e Linguaggio e il personale di assistenza, per rispondere alla diversità dove è necessario: nel gruppo di riferimento e all’interno di un ambiente educativo inclusivo.
5. La riduzione del rapporto studenti per classe.
Promuovere l’ingresso del personale specializzato nella classe ordinaria per la co-docenza, la modellazione comunicativa, l’applicazione reale del Progettazione Universale per l’Apprendimento (UDL) e l’adattamento dei materiali in loco.
6. La riduzione del numero di studenti per classe.
Per consentire un’attenzione più personalizzata e la creazione di un clima scolastico veramente accogliente.
7. La trasparenza reale e il dialogo con la comunità educativa
Prima di implementare misure che incidono direttamente sui diritti degli studenti, garantendo la partecipazione delle famiglie, del corpo docente e degli enti legati all’inclusione.
Non vogliamo spazi che separino, ma risorse che includano. Non vogliamo aule destinate a etichettare gli studenti, ma ambienti che rispondano alla diversità dei bisogni di tutte le bambine e i bambini. La regolazione sensoriale ed emotiva è un bisogno umano, non un privilegio riservato a chi ha una diagnosi.
Per tutto questo, le entità firmatarie esigono un forum di dialogo urgente con l’amministrazione per affrontare questo tema e dichiariamo:
No alla segregazione nelle nostre scuole. Per una scuola pubblica galiziana, equa e veramente inclusiva.
A Ourense, il 25 ottobre 2026
Firmano AGMAL, AGAMPI, AGOEP e Quererla es Crearla
