Linee Rosse

Documento condiviso. Documento di base per una Valutazione Sociopsicopedagogica Inclusiva.  Narrazioni emergenti sulla scuola inclusiva dal modello sociale della disabilità. Resistenza, resilienza e cambiamento sociale.

RTI2018-099218-A-I00 | Ministero della Scienza, dell’Innovazione e delle Università. Università di Malaga.

Copertina del documento 'Linee Rosse'. A sinistra, titolo e sottotitolo, specificati in questa voce. A destra, fotografia a colori. Vista dall'alto di un bambino che guarda direttamente in camera. Indossa una felpa con cappuccio verde. Attorno a lui, un terreno coperto di foglie e vegetazione.

Linee Rosse

1. La valutazione non può violare i diritti umani, il che implica che deve sempre proteggere, tra gli altri, il diritto fondamentale all’educazione inclusiva: non può mai costituire un motivo di segregazione dall’aula o dalla scuola.

2. Qualsiasi proposta di valutazione socio-psicopedagogica deve includere chiaramente le voci degli studenti e delle loro famiglie. Deve essere una costruzione collaborativa insieme ai docenti. D’altra parte, alle famiglie deve essere riconosciuta la capacità di accettare o meno gli aspetti individualizzati della valutazione socio-psicopedagogica quando questa si riferisce al proprio familiare. Il ruolo dell’orientamento non è opporsi alla famiglia, ma lavorare insieme ad essa, proteggendo i diritti umani. Questi sono il limite di tale relazione. 

3. Nel caso in cui venga affrontata la disabilità, la valutazione deve basarsi sul modello sociale e dei diritti, allontanandosi dal modello clinico. Deve offrire, pertanto, uno sguardo sistemico. 

4. Come conseguenza di quanto sopra, è necessario impedire l’uso di categorie diagnostiche come forma di valutazione socio-psicopedagogica. Quando appare la categoria, in un certo senso la persona viene annullata; e una valutazione educativa deve necessariamente mettere le persone al centro. In questo senso, si sottolinea la necessità di prestare attenzione anche a quelle categorie socialmente assunte come “lievi”.

5. Gli interventi proposti devono essere orientati fondamentalmente a partire dal comune, evitando uno sguardo iniziale specifico. 

6. Deve essere esclusa dalle pratiche valutative l’utilizzazione di test psicometrici, per gli effetti nocivi dimostrati che producono e per l’ingiustizia sociale che nascondono. 

7. La valutazione psicopedagogica deve evitare proposte standardizzate, poiché deve concentrarsi proprio sul carattere unico del contesto, della situazione educativa di ogni aula, scuola e comunità educativa. In questo senso, recuperare e costruire racconti biografici e narrativi può essere di grande aiuto. 

8. La valutazione sociopsicopedagogica del gruppo classe deve porre l’attenzione sul rispetto dei ritmi naturali di apprendimento rispetto alle esigenze standardizzate, sul corpo e sulle potenzialità, e non sul deficit. 

9. La valutazione deve concludersi con un rapporto utile per la situazione particolare di quella classe, lontano dall’impostura e dalla giustificazione per richiedere risorse, perché è uno strumento educativo. Deve identificare le barriere (all’accesso, all’apprendimento e alla partecipazione) e costituire una proposta pratica, che offra strumenti e che sia accessibile alle persone che ne sono coinvolte (l’intera comunità educativa). 

10. Le misure inclusive proposte devono essere oggetto di monitoraggio e valutazione al fine di adeguare la proposta alle condizioni reali del processo di insegnamento-apprendimento.