Agenzia Europea per le Necessità Educative Speciali e l’Educazione Inclusiva
L’Agenzia Europea per le Necessità Educative Speciali e l’Inclusione Educativa (l’Agenzia) è un’organizzazione indipendente e autonoma. L’Agenzia riceve cofinanziamenti dai ministeri dell’istruzione dei suoi paesi membri e dalla Commissione Europea attraverso una sovvenzione di funzionamento nell’ambito del programma Erasmus+ (2014-2020) dell’Unione Europea.
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Editore: Simoni Symeonidou
La riproduzione parziale di questo documento è consentita con riferimento esplicito alla fonte. Il presente rapporto deve essere citato come segue: Agenzia Europea per i bisogni educativi speciali e l’inclusione educativa, 2018. Prove della relazione tra educazione inclusiva e inclusione sociale: Rapporto riassuntivo finale. (S. Symeonidou, ed.). Odense, Danimarca.
Per una maggiore accessibilità, il presente rapporto è disponibile in 25 lingue e in formato elettronico accessibile sul sito web dell’Agenzia: www.european-agency.org. Il documento è una traduzione del testo originale in inglese. In caso di dubbio sull’accuratezza delle informazioni contenute nella traduzione, si prega di consultare il testo originale in inglese.
ISBN: 978-87-7110-752-4 (Elettronico) © European Agency for Special Needs and Inclusive Education 2018 Segreteria Ufficio di Bruxelles Østre Stationsvej 33 Rue Montoyer, 21 DK-5000 Odense C Denmark BE-1000 Brussels Belgium Tel.: +45 64 41 00 20 Tel.: +32 2 213 62 80 secretariat@european-agency.org brussels.office@european-agency.org.
Introduzione
La bibliografia accademica sottolinea frequentemente la relazione tra educazione inclusiva e inclusione sociale come questione di grande importanza nel quadro delle ricerche sull’educazione inclusiva o sull’inclusione sociale. Sebbene limitate, esistono anche ricerche che studiano la relazione tra educazione inclusiva e inclusione sociale. Queste ricerche sono spesso condotte in discipline diverse dall’educazione inclusiva, come la sociologia e la psicologia. Questo fatto potrebbe impedire alle parti interessate nel campo dell’educazione inclusiva di conoscere e utilizzare le prove derivanti dalle ricerche a beneficio delle persone con disabilità.
Alla luce di quanto precede, è stata condotta una revisione bibliografica al fine di esaminare la relazione tra educazione inclusiva e inclusione sociale nelle persone con disabilità. In particolare, due domande hanno guidato tale revisione:
- Qual è la relazione tra educazione inclusiva e inclusione sociale?
- Cosa dice la ricerca attuale sul potenziale dell’educazione inclusiva come strumento per promuovere l’inclusione sociale?
La revisione affrontava la questione dell’inclusione sociale sia a breve termine (durante il periodo in cui i bambini frequentano la scuola) sia a lungo termine (quando le persone con disabilità terminano il periodo di istruzione obbligatoria). Inoltre, concentrava la sua attenzione su tre ambiti – l’educazione, l’occupazione e la vita nella comunità – e aveva lo scopo di fornire prove da un insieme di studi che spiegassero come l’educazione inclusiva sia correlata all’inclusione sociale. La bibliografia di supporto esamina l’impatto dell’educazione inclusiva sull’inclusione sociale attraverso l’analisi degli ambiti dell’educazione, dell’occupazione e della vita nella comunità. In rapporti pubblicati da organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite (ONU), l’Unione Europea e l’Agenzia Europea per le esigenze educative speciali e l’inclusione educativa, e altre organizzazioni o reti, è stata studiata anche questa questione.
Il principale contributo di questa revisione alla bibliografia sull’educazione inclusiva è un approccio strutturato con cui esaminare un numero considerevole di studi su questa questione. Le sue principali conclusioni derivano da una sintesi delle prove della ricerca. Fa luce sui diversi aspetti dell’inclusione sociale a breve e lungo termine delle persone con disabilità nei tre ambiti (l’educazione, l’occupazione e la vita nella comunità).
Si prevede che questa revisione sia utile per le diverse parti interessate dell’istruzione e a vari livelli. In particolare, una revisione della letteratura che mostri le prove dell’impatto dell’educazione inclusiva sull’inclusione sociale potrebbe essere utile ai responsabili politici nella formulazione di politiche basate sull’evidenza empirica relative all’educazione inclusiva. A un altro livello, si spera che la revisione contribuisca alla teoria dell’educazione inclusiva, fornendo prove che la relazione tra educazione inclusiva e inclusione sociale è molto importante per la qualità dell’educazione inclusiva offerta, per le strutture di transizione e per la politica sociale (ad esempio, le politiche di sostegno all’occupazione per le persone con disabilità, le politiche di vita indipendente o le politiche di accessibilità nell’ambiente costruito). La revisione fornisce inoltre prove che consentono di proporre altri spazi di ricerca (soprattutto nei paesi europei). Il presente rapporto di sintesi finale descrive le principali conclusioni della revisione della letteratura e presenta i principali messaggi e considerazioni politiche. La revisione completa della letteratura è disponibile sia in formato cartaceo che elettronico sul sito web dell’Agenzia (1).
Conclusioni
Le conclusioni della revisione suggeriscono che esiste una relazione tra l’educazione inclusiva e l’inclusione sociale negli ambiti dell’educazione, dell’occupazione e della vita comunitaria. Allo stesso tempo, altri fattori sembrano promuovere o ostacolare l’inclusione sociale. Tra questi figurano la qualità della pratica inclusiva, la politica sociale, gli atteggiamenti e le strutture sociali, il percorso di vita di ogni persona, ecc. Le prove derivanti dalle ricerche presentate nella revisione suggeriscono che frequentare centri segregati riduce al minimo le opportunità di inclusione sociale sia a breve termine (durante il periodo in cui i bambini con disabilità frequentano la scuola) sia a lungo termine (dopo essersi diplomati in centri di istruzione secondaria). Frequentare una scuola speciale è correlato a basse qualifiche accademiche e professionali, impiego in laboratori protetti, dipendenza economica, minori opportunità di condurre una vita indipendente e scarse reti sociali dopo il diploma. In questo contesto, i responsabili politici potrebbero considerare come riprogettare l’erogazione dei servizi specialistici offerti in molti paesi per sostenere l’insegnamento in centri di educazione inclusivi.
Di seguito sono riassunte le principali conclusioni della revisione bibliografica. Sono suddivise in tre sottosezioni: educazione, occupazione e vita comunitaria.
Educazione
Le conclusioni della revisione sulla relazione tra educazione inclusiva e inclusione sociale nell’istruzione obbligatoria e superiore indicano che:
- L’educazione inclusiva aumenta le opportunità di interazione tra parie la creazione di buone amicizie tra studenti con e senza disabilità.Sebbene misurare le relazioni sociali non sia un compito facile, le interazioni sociali che avvengono nei centri inclusivi sono una condizione indispensabile per lo sviluppo di amicizie, abilità sociali e comunicative, reti di supporto, senso di appartenenza, nonché per ottenere risultati comportamentali positivi.
- Affinché nascano l’amicizia e le interazioni sociali nei centri inclusivi, è necessario tenere debitamente conto di diversi elementi che promuovano la partecipazione degli studenti (l’accesso, la collaborazione, il riconoscimento e l’accettazione).Per raggiungere l’inclusione sociale degli studenti con disabilità nei centri inclusivi è necessario aumentare la partecipazione in tutti gli ambiti, tra tutte le parti interessate (il personale, gli studenti e i genitori) e a tutti i livelli (la politica e la pratica del centro, e la cultura del centro). L’inclusione sociale degli studenti con disabilità non si realizza quando la loro partecipazione è ostacolata da un atteggiamento negativo nei confronti della disabilità e dalle strutture dei centri escludenti (accessibilità limitata, mancanza di flessibilità, eccezioni per materie considerate “difficili”).
- Gli studenti con disabilità che ricevono istruzione in scuole inclusive potrebbero ottenere risultati accademici e sociali migliori rispetto agli studenti che ricevono istruzione in scuole segregateI successi accademici e sociali degli studenti sono promossi quando vengono effettivamente applicate politiche e pratiche inclusive, esiste una cultura scolastica inclusiva e gli insegnanti seguono una pedagogia inclusiva.
- Frequentare una scuola di educazione inclusiva e ricevere un supporto adeguato in essa aumenta la probabilità di accesso all’istruzione superiore. La relazione tra educazione inclusiva e accesso all’istruzione superiore dipende dall’efficacia di un programma di transizione che inizia nella scuola secondaria e coinvolge l’intera comunità. Diversi sono i fattori che ostacolano l’accesso all’istruzione superiore, ad esempio la mancanza di risorse economiche, ricevere un aiuto inadeguato durante le richieste, l’identificazione insufficiente degli aggiustamenti necessari, l’accesso limitato a un lavoro accademico adeguato e programmi di transizione di scarsa qualità.
Occupazione
Le conclusioni della revisione sulla relazione tra educazione inclusiva e occupazione indicano che:
- Frequentare un centro di educazione inclusiva è uno dei fattori che aumentano la probabilità che le persone con disabilità trovino un impiego.Oltre all’istruzione, le opportunità di impiego per le persone con disabilità sono influenzate da una serie di fattori sociali, come le politiche, il mercato locale, le reti di impiego, l’atteggiamento delle aziende e le strutture di impiego accessibili.
- La natura del curriculum può limitare o aumentare le opportunità dei giovani con disabilità di trovare un impiego.Se l’accesso al curriculum è garantito, si ottengono qualifiche accademiche e professionali che aumentano le opportunità di impiego. Le forme di curriculum “speciale”, adottate o progettate esclusivamente per adolescenti con disabilità, possono limitare le opportunità di impiego.
- Programmi di transizione di alta qualità offerti nei centri di istruzione secondaria possono aumentare la probabilità che le persone con disabilità trovino un impiego.I programmi di transizione basati sulla comunità, applicati nei centri di istruzione secondaria, sono considerati più efficaci nell’ottenere un impiego rispetto ai programmi di transizione basati sui centri. I programmi di transizione di breve durata impartiti da insegnanti di educazione speciale senza la partecipazione degli insegnanti d’aula limitano le opportunità di impiego nel mercato del lavoro aperto.
- Ricevere un’educazione in un centro di educazione inclusiva può influenzare il tipo di impiego (lavoro protetto, lavoro con supporto, lavoro aperto e attività autonoma) a cui hanno accesso le persone con disabilità.Ricevere un’educazione in un centro segregato è associato all’ottenimento di un impiego in laboratori protetti (il che probabilmente contribuisce più all’isolamento che all’inclusione sociale delle persone con disabilità). Ricevere un’educazione in un centro inclusivo porta al conseguimento di qualifiche accademiche e professionali e di abilità che aumentano la probabilità di scegliere altre forme di impiego, come il lavoro con supporto, il lavoro aperto e l’attività autonoma.
Vita in comunità
Ai fini della revisione, la vita in comunità si riferisce a condurre una vita indipendente, essere economicamente indipendenti, avere amicizie e reti sociali e partecipare ad attività ricreative. Le conclusioni della revisione sulla relazione tra educazione inclusiva e vita in comunità indicano che:
- Le politiche educative e di assistenza sociale sono due fattori interconnessi nel raggiungimento di una vita indipendente. L’educazione inclusiva è uno dei fattori che aumentano le opportunità di condurre una vita indipendente. La combinazione di un’educazione scolastica carente in scuole ordinarie e di deboli politiche di assistenza sociale riduce la probabilità di raggiungere una vita indipendente.
- I giovani con disabilità che frequentano scuole inclusive hanno maggiori probabilità di raggiungere l’indipendenza economica poco dopo essersi diplomati alla scuola secondaria.L’impatto dell’educazione inclusiva sull’indipendenza economica si indebolisce con il passare del tempo dalla laurea, poiché diversi fattori influenzano il percorso di vita delle persone. Questo può portare alla dipendenza dai redditi della sicurezza sociale.
- I giovani con disabilità che frequentano scuole segregate hanno meno probabilità di creare amicizie e reti sociali nella vita adulta.Nel corso degli anni, le reti sociali delle persone con disabilità cambiano a causa delle preferenze individuali e dei diversi percorsi di vita, e l’impatto negativo delle classi speciali diventa meno evidente.
- Ricevere un’educazione in un centro inclusivo è uno dei fattori che aumentano le opportunità di partecipare ad attività ludiche. Ricevere un’educazione in un centro segregato potrebbe ostacolare la partecipazione. Tuttavia, la partecipazione delle persone con disabilità alle attività ludiche va interpretata con cautela, poiché il tempo libero viene talvolta identificato con la terapia o la mera presenza fisica, e non porta alla soddisfazione delle persone.
Principali messaggi e considerazioni relative alle politiche
Alla luce delle principali conclusioni della revisione, i responsabili politici potrebbero prendere in considerazione l’elaborazione di politiche basate su dati empirici volte a migliorare l’inclusione sociale delle persone con disabilità nel corso della loro vita. Questa sezione presenta i principali messaggi e le considerazioni relative alle politiche che emergono dalla revisione.
- Oltre al sostegno che i progressi verso sistemi di educazione inclusiva ricevono su scala europea e internazionale, la revisione offre ai responsabili politici prove dalle ricerche sull’impatto positivo che l’educazione inclusiva ha sull’inclusione sociale. Allo stesso modo, la revisione sottolinea che le politiche che considerano l’educazione inclusiva come mera assegnazione a una scuola ordinaria ostacolano la partecipazione degli studenti con disabilità e, pertanto, non conducono all’inclusione sociale. Affinché l’educazione inclusiva abbia un impatto sull’inclusione sociale, è necessario garantire, attraverso le politiche e le pratiche, che gli studenti con disabilità partecipino in parità di condizioni rispetto agli studenti senza disabilità in tutti gli aspetti del sistema scolastico (l’apprendimento, i giochi, l’accesso a tutti gli ambiti e le attività della scuola, ecc.). Allo stesso modo, le politiche, le normative successive e la garanzia di qualità devono chiarire che nei sistemi di educazione inclusiva è importante che si raggiungano sia i risultati accademici che quelli sociali.
- I responsabili politici dovrebbero considerare come le politiche potrebbero regolare meglio le transizioni tra sistemi e tra periodi di vita, al fine di mantenere o aumentare le opportunità di inclusione sociale. Ad esempio, la revisione suggeriva che l’educazione inclusiva aumenta la probabilità di accesso all’istruzione superiore. Allo stesso tempo, tuttavia, esistono altre variabili, come la mancanza di orientamento e programmi di transizione, che possono fungere da ostacoli. Allo stesso modo, la revisione suggeriva che l’educazione inclusiva aumenta la probabilità di ottenere un lavoro retribuito nel mercato del lavoro aperto. Tuttavia, esistono altri fattori, come le politiche e gli ambienti di lavoro inaccessibili, che fungono anch’essi da ostacoli. In questi e in altri casi, i responsabili politici dovrebbero considerare come garantire che l’investimento effettuato nell’educazione inclusiva venga preso in considerazione in altre politiche che riguardano le persone con disabilità man mano che invecchiano.
- Un altro aspetto da considerare riguardo alle politiche è come prolungare l’impatto positivo dell’educazione inclusiva. La revisione suggerisce che, sebbene l’educazione inclusiva abbia un effetto positivo sull’occupazione e sull’indipendenza economica, poco dopo che questi studenti si diplomano nelle scuole secondarie, l’impatto si indebolisce con il passare del tempo dalla laurea. Si afferma che questo è il risultato di diversi fattori personali, come il percorso di vita di ogni persona, possibili incidenti e malattie, la situazione familiare, ecc. Tuttavia, le politiche potrebbero considerare come continuare a promuovere l’inclusione sociale delle persone con disabilità attraverso l’occupazione man mano che invecchiano e diventano un gruppo a rischio.
- I responsabili politici potrebbero considerare come riprogettare l’erogazione dei servizi specialistici offerti in molti paesi per sostenere l’insegnamento nelle scuole inclusive. Le prove della ricerca fornite nella revisione suggeriscono che frequentare scuole segregate riduce al minimo le opportunità di inclusione sociale sia a breve termine (durante il periodo in cui i bambini con disabilità frequentano la scuola) sia a lungo termine (dopo essersi diplomati nelle scuole secondarie). Frequentare una scuola speciale è associato a basse qualifiche accademiche e professionali, impiego in laboratori protetti, dipendenza economica, minori opportunità di condurre una vita indipendente e scarse reti sociali dopo la laurea.
Le future ricerche potrebbero continuare a esaminare le esperienze degli studenti nel corso della loro vita scolastica in diversi contesti, politiche e pratiche scolastiche, strutture o programmi che garantiscono la transizione dall’istruzione al lavoro e alla vita comunitaria. Tali ricerche farebbero luce sulle variabili che rendono possibile l’inclusione sociale. Gli studi longitudinali sono anche molto importanti quando si affronta la relazione che esiste tra l’educazione inclusiva e l’inclusione sociale nei tre ambiti (istruzione, occupazione e vita comunitaria). Tali studi potrebbero sottolineare ulteriormente come la politica dell’educazione inclusiva e altre politiche (come la politica sociale o la politica del lavoro) promuovono o ostacolano l’inclusione sociale in diversi contesti.
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