Narrazioni emergenti per la costruzione di scuole inclusive

Rapporto narrativo e interattivo

Indice

  1. Sintesi
  2. Introduzione: desideri, saperi e diritti
  3. Come nasce il movimento: la preoccupazione per la sofferenza
  4. Tessere storie di vita su cui costruirci: le persone al centro 
  5. I discorsi della gente comune nei grandi forum di costruzione politica 
  6. Costruire insieme con nuovi linguaggi
  7. Creare un nuovo modello di Orientamento Scolastico, in linea con
  8. i Diritti Umani
  9. Una diagnosi partecipativa della scuola per orientare le politiche
  10. Ampliare l’immaginazione sociale per concepire una scuola senza esclusioni
  11. È possibile: una scuola che lavora per i propri sogni
  12. Il sentiero del dissenso per trasformare la scuola
  13. Tutorial per le comunità che fanno ricerca
  14. Crearla: partecipazione per la costruzione del cambiamento educativo
  15. Estudiantes por la inclusión: gli studenti alla guida del cambiamento
  16. Un movimento in strada per un diritto che va a beneficio di tutte le persone
  17. Documentare un movimento che attraversi il mondo
  18. Una rete internazionale di scuole per l’inclusione e l’equità
  19. ‘Quererla es crearla’ nei mezzi di comunicazione
  20. Un movimento sociale supportato da una scienza impegnata.

Sintesi

Il progetto di ricerca “Narrativas emergentes para la construcción de escuelas inclusivas” (e il suo antecedente, nato nel 2018) è sfociato nel movimento cittadino “Quererla es Crearla”, facendo convergere le evidenze scientifiche internazionali con la ricerca e l’attivismo civico. Ciò ha comportato la costruzione partecipativa di campagne, esperienze scolastiche e una rete di scuole per l’inclusione, guide e tutorial, workshop nazionali e conferenze internazionali, azioni di advocacy politica, materiali di lavoro scolastico, mobilitazioni cittadine, biografie e racconti di vita, pubblicazioni scientifiche di primo livello internazionale, l’emergere di gruppi di lavoro e collettivi come “Estudiantes por la inclusión”, ecc. Il movimento generato è stato raccontato nel documentario “Educación inclusiva. Quererla es crearla”, e ha ricevuto diversi premi internazionali. Queste pagine intendono offrire una panoramica di quanto realizzato finora, servendo da punto di partenza per tutte le persone che si uniscono al movimento, sia in Spagna che in America Latina.

1. Dal progetto di ricerca al movimento di Quererla es Crearla

‘Quererla es Crearla’ è un movimento sociale delle persone che è stato sostenuto e facilitato scientificamente attraverso i Progetti di R&S&I (Ricerca, Sviluppo e Innovazione) “Narrative emergenti sulla scuola inclusiva dal modello sociale della disabilità. Resistenza, resilienza e cambiamento sociale” (RTI2018-099218-A-I00) e “Narrative emergenti per la costruzione di scuole inclusive” (PID2022-140193OB-I00), diretti dai professori dell’Università di Malaga Ignacio Calderón Almendros e Mª Teresa Rascón Gómez, e finanziati dal Ministero della Scienza, dell’Innovazione e delle Università, e dall’Università di Malaga.

Questo progetto di ricerca parte da tre premesse: 1) L’attivismo delle persone con disabilità e del loro contesto promuove l’inclusione educativa e il cambiamento sociale; 2) I saperi che emanano dal Modello Sociale della Disabilità permettono di mettere in discussione e migliorare le scuole; 3) Le reti di mutuo aiuto e resistenza favoriscono processi di resilienza. A partire da queste idee sono state recuperate storie di attivismo di famiglie, studenti e professionisti che stanno lottando per rendere la scuola un luogo in cui tutta l’infanzia trovi riconoscimento attraverso la presenza, l’apprendimento, la partecipazione e il successo nelle fasi pre-scolari e dell’obbligo. Si tratta di documentare e analizzare le esperienze di famiglie, studenti e professionisti che stanno lottando affinché venga rispettato l’articolo 24 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dalla Spagna. Ciò assume una rilevanza particolare dopo il rapporto reso pubblico nel giugno 2018 dal Comitato sui diritti delle persone con disabilità dell’ONU, in cui si dichiara che in Spagna viene violato gravemente e sistematicamente il diritto all’istruzione dei bambini e delle bambine con disabilità.2 Tuttavia, la proposta di ricerca è andata ben oltre questi termini giuridici.

Lo studio ha documentato le nuove narrazioni sulla disabilità e l’inclusione educativa che nascono in questo collettivo al fine di riconoscerne il valore e diffonderle; ha approfondito le concezioni educative, le esperienze e le pratiche professionali coinvolte nei processi di inclusione scolastica; ha aiutato a comprendere i meccanismi di collaborazione utilizzati da questi collettivi; e infine, ha creato risorse che rendono visibili e alimentano nuove concezioni sulla diversità funzionale e che articolano proposte per promuovere l’educazione inclusiva.

Per raggiungere questi obiettivi, lo studio è partito da una metodologia “ad hoc”, che combina diversi processi diRicerca-Azione Partecipativa (IAP), capace di dire verità scomode, 3 con la metodologia biografica e narrativa. Le metodologie partecipative incentrate sull’azione facilitano la costruzione e lo sviluppo di progetti comuni per trasformare la realtà, effettuando un esame critico del potere e dei privilegi,4 generando relazioni collaborative come quadro di pratiche più efficaci. D’altra parte, la metodologia biografica e narrativa permette di comprendere le esperienze personali in condizioni di oppressione ed esclusione. 5

Per il suo sviluppo sono state utilizzate diverse formule metodologiche: l’elaborazione di numerose microstorie di vita e racconti autobiografici, la costruzione di storie di vita approfondite di attivisti, studenti e professionisti impegnati nell’inclusione, e un’analisi documentale della legislazione vigente in materia di equità e inclusione nelle scuole. D’altra parte, sono stati sviluppati diversi processi di Ricerca-Azione Partecipativa per promuovere trasformazioni. Il rapporto finale è stato realizzato in due formati: testuale e audiovisivo.

La ricerca ha mirato alla comprensione, ma anche all’espressione di persone e collettivi che spesso non sono legittimati nelle loro costruzioni. Pertanto, la ricerca è di per sé uno strumento per il cambiamento sociale. Inoltre, le narrazioni e le analisi sono servite da catalizzatori di proposte orientate all’azione cittadina, rendendo più efficaci le lotte per questo cambiamento sociale. Infine, la progettazione e la facilitazione di processi di ricerca partecipativa sono risultate fondamentali per la forza del movimento.

Tuttavia, il movimento sociale generato è andato oltre la ricerca. Le persone si sono organizzate attorno a desideri condivisi, a saperi costruiti rigorosamente dalla scienza insieme ai saperi quotidiani di tutti e tutte, e a diritti istituiti ma non ancora conquistati. Il movimento sociale nasce in un momento di connessione collettiva attraverso il dolore prodotto da esperienze negative nelle scuole. Ma anche dalla gioia per quelle positive, e dalla speranza che nasce nel condividere il progetto di un cambiamento sociale ed educativo: ciò che individualmente è impossibile, acquista senso e possibilità nella collettività. Da lì, iniziano a intrecciarsi storie di vite e lotte sulle quali altre persone possono fare affidamento: così, il viaggio inizia a essere meno solitario e esce dal pozzo del privato. Le storie personali — che si collegano al lavoro e all’esperienza di tante persone nel passato — vengono condivise e occupano spazio nel dibattito pubblico fino a raggiungere i più alti fori di decisione politica: un parlamento regionale, il congresso dei deputati, la sede delle Nazioni Unite… L’alleanza tra accademia e società civile permette di costruire processi di empowerment in cui le parole di una madre senza tutele, per esempio, vengono messe in dialogo con chi prende decisioni su quella mancanza di tutele. O la scienza e l’arte, il sapere e l’emozione, si accordano per costruire forme di attivismo che occupano i parchi e le istituzioni: possiamo emozionarci imparando a vedere la vita, le persone e la scuola da altre prospettive, mettendo in discussione i nostri sguardi inquisitori.

Tre momenti di diagnosi partecipativa e di costruzione collettiva si sono susseguiti in questi cinque anni, dando ordine a tutto il lavoro generato: un workshop a Malaga nel 2018, da cui è emersa la questione della segregazione scolastica; alcune conversazioni online sulla scuola (inclusiva) nel 2020, durante il confinamento per la pandemia di COVID, che sono arrivate fino al Parlamento per orientare le decisioni politiche; e un nuovo workshop per creare la scuola che desideriamo, a Madrid nel 2022, dove sono stati articolati i passi successivi sulla base di quanto costruito collettivamente in precedenza. Tra queste costruzioni spiccano alcuni gruppi che sono emersi, e le loro rispettive produzioni:

  • Un gruppo di professionisti che creano un nuovo modo di intendere l’orientamento scolastico, finalmente focalizzato sull’attuazione dei diritti umani.
  • Una scuola che decide di percorrere il cammino dalla sua realtà ai sogni per una comunità inclusiva, e condivide il suo processo con altre scuole che vogliono farlo. È possibile qui e ora, e l’esperienza lo dimostra.
  • Un gruppo di madri che chiarisce che, quando c’è disuguaglianza, è necessario dissentire, e crea uno strumento per facilitare il percorso del dissenso nelle scuole che vogliono generare un cambiamento nella realtà. • Un gruppo di studenti universitari che dedicano sforzi alla creazione di tutorial che facilitino il progresso delle comunità scolastiche nei loro obiettivi di equità e inclusione.
  • E un gruppo di studenti della scuola secondaria che non aspettano che siano gli adulti a fare il primo passo, perché sanno che l’educazione inclusiva dipende anche da loro, e creano una proposta rivolta agli studenti, imbarcandosi al contempo in processi di formazione iniziale e permanente del corpo docente e di interlocuzione politica. Tutto ciò è valso loro un Premio Internazionale di Ricerca Educativa Giovanile.

Come coronamento, il movimento generato è stato documentato attraverso un film, che smuove e unisce idee, emozioni, saperi e volontà in Spagna e oltre i nostri confini, facendo sì che l’educazione inclusiva sia sulla bocca di tutti e facilitando la possibilità di parlare di ciò che in molti luoghi rimane tacitamente proibito. E le persone escono dal pozzo della solitudine, della tristezza e della vergogna. Ed escono per dissentire e difendere la bellezza della diversità, e per mostrare collettivamente che ci sono miserie nelle scuole che non possono essere tollerate. E tutto ciò diventa pubblico nei mezzi di comunicazione, nelle proiezioni cinematografiche, nelle mostre fotografiche e anche in prestigiose pubblicazioni scientifiche del più alto livello internazionale.

Rimane, dunque, un intero percorso carico di speranza: quello che va dal punto in cui ci troviamo, che ancora non rispetta il diritto umano all’istruzione di molti bambini e bambine, fino a quella scuola inclusiva che promette una società in cui tutti contano. Quella che si crea nel processo di sognarla e di rimboccarsi le maniche per renderla realtà.Volerla, dunque, significa crearla.

2. Introduzione: desideri, saperi e diritti

Nel febbraio 2018, presso l’Università di Malaga, si è tenuto un incontro che ha rappresentato l’innesco di un intero processo di incontri — tra persone, collettivi e istituzioni — di presa di coscienza, costruzione collettiva, ricerca rigorosa e sviluppo di un dibattito pubblico che ha progressivamente inserito l’educazione inclusiva nei discorsi e nelle pratiche di molti cittadini e cittadine. Persone che, con l’intento di promuovere un cambiamento nelle scuole e nella società, si sono rese disponibili a collaborare per generare reti di costruzione della realtà che desiderano, e che si sintetizza nel seguente manifesto:

Le persone e i collettivi che promuovono questa iniziativa credono fermamente nella necessità di trasformare e migliorare il sistema educativo spagnolo da una prospettiva inclusiva, con la convinzione che, in questo modo, contribuiamo allo sviluppo di una società con maggiore equità, più giusta e, pertanto, più democratica.

Condividiamo il principio morale fondamentale di considerare che tutti gli esseri umani sono uguali in dignità e diritti, indipendentemente dalle caratteristiche differenziali in termini di genere, abilità, credo, ceto sociale o qualsiasi altra, e che queste caratteristiche costituiscono la ricchezza della diversità umana attraverso la quale configuriamo società plurali. 

Affermiamo che questa convinzione a favore di un’educazione inclusiva si fonda su un ampio corpus di norme, convenzioni e trattati internazionali che, in materia di diritti umani, configura un Codice Internazionale dei Diritti Umani, il quale conferisce legittimità e sostegno giuridico alle aspirazioni che ci mobilitano per ottenere progressi più profondi e sostenuti in materia di educazione inclusiva.

Ricordiamo che la Costituzione spagnola, in conformità con il suo articolo 96.1, obbliga i trattati internazionali che la Spagna ratifica in materia di diritti umani a diventare parte del suo ordinamento giuridico e che, per questo motivo, e per la loro natura di norme di rango superiore, obbligano quelle di rango inferiore (leggi, regolamenti o altre disposizioni) ad adeguarsi a quanto stabilito in tali trattati.

Sappiamoinoltre, che il Sistema delle Nazioni Unite ha stabilito come uno dei principali Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, nel quadro dell’Agenda 2030 (SDG 4), l’impegno imprescindibile per tutti gli Stati di avanzare, senza indugio, verso lo sviluppo di sistemi educativi di qualità guidati dall’equità e dall’inclusione. 

Siamo consapevoli che questa ambizione educativa e sociale comporta necessariamente una trasformazione profonda e sistemica dei sistemi educativi vigenti, attraverso un processo che deve essere reso sostenibile nel tempo e che richiederà determinazione, volontà e risorse effettive, ma che non può essere rimandato, perché la vita scolastica e il futuro di molte bambine e bambini che oggi vivono già situazioni di esclusione sono in gioco e non accettano ritardi. 

Ci basiamo su un vastissimo corpus di conoscenze e ricerche in questo ambito, realizzate con il massimo livello e rigore, che hanno messo in luce come non solo sia giusto e necessario, ma anche possibile e fattibile lo sviluppo di culture, politiche e pratiche scolastiche inclusive, e ci opponiamo al fatto che tutto ciò venga oscurato da false credenze, miti, malintesi, bufale e menzogne. 

Esigiamo una pianificazione coerente a breve, medio e lungo termine, accompagnata da un investimento sostenuto e sufficiente per generare le capacità adeguate nel sistema e negli insegnanti di tutte le fasi educative. Questa pianificazione e questo investimento permetteranno di creare e costruire culture, politiche e pratiche scolastiche che incarnino i valori di uguaglianza, rispetto per la diversità e sviluppo della libertà, in modo che tutti gli studenti, senza eufemismi, possano condividere uno spazio comune di apprendimento e partecipazione sociale, dove sentirsi parte e far parte del gruppo di bambini e bambine dei loro quartieri, paesi o contesti, che si accettano e si riconoscono per chi sono. 

Agiamocome cittadine e cittadini liberi e responsabili, senza legami con interessi economici o di altro tipo, se non l’interesse superiore dell’infanzia e il rispetto dei diritti riconosciuti a tutti i bambini e le bambine. 

Siamoconvinti di essere sostenuti dalla ragione, dalla legalità e dall’etica che si preoccupa della cura, della vita piena e del benessere di tutti e tutte, e qui dichiariamo: 

Vogliamo un’Educazione Inclusiva e sosterremo ogni persona e collettivo disposto a crearla, perché così avanziamo nella nostra umanità, e perché questo sarà il miglior lascito per i nostri figli e figlie, per le generazioni future e per contribuire a ottenere una vita in società dignitosa per ogni persona, sostenibile e che valga la pena di essere vissuta. 

Questo manifesto ha costituito fin dai suoi inizi la ragion d’essere di ‘Quererla es crearla’, e lo scorso ottobre 2022 è riuscito ad aggregare più di un centinaio di istituzioni, reti e organizzazioni locali, regionali, nazionali e internazionali di natura molto diversa, tra cui: la Red Regional por la Educación Inclusiva, Enabling Education Network, All Means All, Queensland Collective for Inclusive Education, Associação Nacional de Docentes de Educação Especial, Pró-Inclusão, Cátedra UNESCO en Educación para la Justicia Social, Plena Inclusión, Down España, Federación Española de Enfermedades Raras, FEDER, Asociación Adversidad Temprana y Apego, PETALES España, Cátedra UNESCO en Políticas de Género e Igualdad entre Mujeres y Hombres, SOLCOM, Aspau, EQUIDEI, Teachers for Future, Asociación Castellano Manchega de Neuropsiquiatría y Salud Mental, Confederación Autonómica de AMPAS y FAPAS de Madrid, CONFAPA, Federación de AMPAS de Cádiz, Federación de AMPAS de Mallorca, Federación de Ambas de Jaén, FAMPA Los Olivos, Federación de AMPAS de la Región de Murcia, FAPA-RM, tra le altre. 

Questo sostegno sociale ha un chiaro fondamento nella solidità del progetto, che si basa su un’accurata e profonda selezione di letteratura scientifica e accademica internazionale che avalla lo sviluppo di politiche, culture e pratiche che sfidano le attuali modalità di procedere, le quali continuano a mantenere la segregazione e l’esclusione nei nostri sistemi educativi. Tutta questa letteratura mette nero su bianco che le scoperte scientifiche degli ultimi 5 decenni sono coerenti e internazionali. 

D’altra parte, l’educazione inclusiva è un diritto riconosciuto nel nostro ordinamento giuridico da anni. Questo ulteriore pilastro del progetto, concretizzato in una sintetica selezione di testi fondamentali che offrono tale quadro legislativo, mette a disposizione della cittadinanza un messaggio inequivocabile che deve essere fatto valere come leva per trasformare la realtà nelle scuole: dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani alla LOMLOE, passando per la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e quella sui diritti dell’infanzia. 

Pertanto, il progetto si sostiene sul desiderio: vogliamo che l’educazione inclusiva sia una realtà. Perché sappiamo che è la cosa migliore per tutta l’infanzia, grazie alla ricerca sviluppata in tutto il mondo. E la difendiamo perché gode della legittimità morale dei Diritti Umani, e perché come tale siamo obbligati a svilupparla. Per questo è nell’Agenda Politica Internazionale, concretizzata in politiche promosse dall’ONU, dall’UNESCO, dall’UNICEF, ecc., costituendo l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile N. 4: Garantire un’educazione inclusiva, equa e di qualità e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti.

3. Come nasce il movimento: la preoccupazione per la sofferenza

Negli ultimi anni, da diversi settori della società, si sta sviluppando un lavoro inestimabile per favorire, promuovere e costruire quella rivoluzione definita “inclusiva”, che a poco a poco è stata manipolata e distorta fino a essere usata come argomentazione da un’istituzione che continua a essere fortemente classificatoria e segregante. Questi movimenti cercano di recuperare il vero valore della costruzione di una scuola in cui tutti gli studenti siano presenti, imparino, partecipino, progrediscano e siano riconosciuti nel loro essere e nei loro saperi. Con iniziative quasi eroiche, alcune famiglie e professionisti stanno cercando di rimuovere ciò che impedisce a tutta l’infanzia di essere educata insieme. Alcuni attraverso la costruzione di nuove alternative concrete nei propri istituti scolastici; altri cercando di imporre il rispetto della legislazione vigente.

Il malessere generato in questi collettivi, manifestatosi intensamente attraverso i social network nel corso dell’ultimo decennio, ha raggiunto nel mese di gennaio 2018 un punto di svolta a partire da un post in cui l’orientatrice Mª José Corell (Castellón) invitava a condividere emozioni, esperienze, analisi e pratiche che potessero servire a uscire dal circolo di immobilismo in cui ci si trovava. Si manifestano allora, da parte di molte famiglie, emozioni come sfiducia e paura verso i professionisti, passività e sottomissione, dubbi di fronte alle pratiche proposte, impotenza e insicurezza nel riscontrare difficoltà a partecipare alla scuola, dolore per le ingiustizie subite, incertezza di fronte al futuro… Dal lato dei professionisti emergevano difficoltà come la mancanza di un progetto di orientamento per l’inclusione, al di là del compito di catalogazione che viene assunto in gran parte per prescrizione istituzionale. La difficoltà a resistere alle pressioni di tutti i settori, la pericolosa sicurezza dell’uso pretesamente oggettivo delle diagnosi cliniche come valutazioni psicopedagogiche, la distanza dalle prospettive di tante famiglie, la paura della loro partecipazione reale, la contraddizione tra i testi legali, la focalizzazione delle teorie e delle pratiche sull’individuo, le carenze formative, la paura di punti di vista differenti che creino controversia dove ora c’è certezza, la mancanza di tempi e spazi per la riflessione collettiva… Tutte queste e molte altre questioni sono servite come terreno fertile e giustificazione per il primo incontro di lavoro del movimento ‘Quererla es Crearla’.

Quell’incontro di lavoro è stato denominato Workshop Orienta e si è tenuto presso l’Università di Malaga il 24 febbraio 2018, con l’intento di stabilire una comunicazione paritaria tra due collettivi (professionisti delle scuole e famiglie con figli e figlie scolarizzati), e con l’obiettivo di effettuare una valutazione preliminare dell’esperienza dell’orientamento nelle scuole dello Stato spagnolo, che devono essere inclusive. A tal fine, è stata convocata una giornata intensiva di assemblee, esposizioni e laboratori rivolta a persone coinvolte nell’inclusione educativa, che si sarebbe conclusa con linee strategiche per continuare a lavorare per la necessaria trasformazione delle scuole. Questo lavoro è stato convocato incorporandolo nel Progetto di R+S+I (Ricerca, Sviluppo e Innovazione) “Narrative emergenti sulla scuola inclusiva dal modello sociale della disabilità. Resistenza, resilienza e cambiamento sociale” (RTI2018-099218-A-I00), diretto dai professori dell’Università di Malaga Ignacio Calderón Almendros e Mª Teresa Rascón Gómez, e finanziato dal Ministero della Scienza, Innovazione e Università, e dall’Università di Malaga. Da esso sono germogliate molte azioni sviluppate nel corso degli anni successivi da diverse persone e collettivi.

Il Workshop non è stato un corso né un congresso. Non è stato concepito come un evento a cui alcuni assistono come uditori e altri espongono. Il Workshop Orienta è stato un incontro di lavoro collaborativo, in cui abbiamo dialogato intensamente per analizzare la realtà scolastica e dell’orientamento in particolare, e per generare linee strategiche su cui continuare ad avanzare.

È stato un incontro in presenza, ma c’è stato anche un ruolo fondamentale svolto da chi non ha potuto partecipare fisicamente. L’incontro è stato suddiviso in sessioni plenarie (assemblee) e laboratori di gruppo in cui sono state sviluppate le linee emerse nelle assemblee. Le sessioni plenarie sono state trasmesse in diretta streaming, quindi chiunque lo desiderasse ha potuto seguire ciò che accadeva, ad eccezione dei laboratori.L’incontro è diventato trending topic su Twitter grazie a tutta questa partecipazione.

Ma c’è stato dell’altro. Durante le settimane precedenti l’incontro, a seguito di un bando aperto, sono stati creati e pubblicati video di circa 3 minuti in cui le partecipanti delineavano le loro storie di scolarizzazione, raccontando un dolore e una gioia ad esse associati, descrivendo il ruolo svolto in esse dall’Orientamento. Abbiamo voluto che il dolore e la gioia, che hanno nome e cognome, avessero spazio nell’incontro, perché abbiamo bisogno di sapere cosa vivono gli studenti, le famiglie e i professionisti nelle scuole. Questi video continuano a essere una risorsa molto utilizzata nelle Facoltà di Scienze della Formazione in Spagna e America Latina.

In questo modo, le persone non presenti hanno generato il contesto dell’incontro in presenza stesso e hanno partecipato tramite Twitter alle sessioni di lavoro. Le sessioni sono state straordinarie. È possibile trovare un dossier del workshop, la totalità dei video di quell’incontro, link a post del blog e notizie sullo stesso, ecc. su: https://bit.ly/3JOIQCB.

Il materiale rimane così archiviato e messo a disposizione del pubblico per la riflessione personale, le analisi collettive, la formazione iniziale e permanente del corpo docente, ecc. Molte madri e professionisti hanno iniziato a vedere la possibilità di costruire reti e lavorare insieme. Le analisi partecipative permettono così di generare un’immaginazione collettiva, riaffermando il valore delle costruzioni che ogni persona andava facendo nel mettere in discussione lo stato delle cose, il che significa una crescita nella capacità discorsiva, nello sviluppo della resilienza e di proposte che provochino un cambiamento sociale.

Grazie per avermi fatto capire che non sono pazza a credere che sì, si può fare. Maite Gavilán.

4. Intrecciare storie di vita su cui costruire noi stessi: le persone al centro

Partire da analisi collettive come quella presentata nel paragrafo precedente non dovrebbe andare a scapito dell’attenzione permanente e dettagliata alle vite concrete delle persone: degli studenti, delle madri e dei padri, e dei professionisti dell’istruzione. È nella generalizzazione che sono state commesse gran parte delle ingiustizie che la scuola mantiene attualmente, per cui qualsiasi strategia volta a risolverle deve guardare continuamente ai livelli personale, relazionale e strutturale.

In questo senso, le storie di vita riportano continuamente la comunità all’essenziale, alla riflessione sul senso educativo e sui limiti dell’ambiente. Ancora oggi, molti bambini, bambine e giovani vivono il loro percorso scolastico (e le loro vite) con un rigido condizionamento che impedisce loro di svilupparsi liberamente in uno spazio educativo che garantisca l’equità. Per questo è necessario che le persone possano unirsi tra loro e con altri collettivi per costruire così nuove possibilità di futuro. Vie d’uscita da una situazione di evidente molestia sociale ed educativa, che permettano la costruzione di nuovi progetti di vita. Ma di vita comunitaria, non possiamo tornare a commettere l’errore di focalizzarci sull’individuale.

Ciò che intendiamo mostrare è proprio il percorso di andata e ritorno tra il personale e lo strutturale (la cultura, le politiche, la legislazione, ecc.), che attraversa le relazioni. E questo nuovo progetto deve basarsi su forme alternative e contro-egemoniche di raccontare e comprendere la vita (personale e collettiva, scolastica e sociale), che faccia riemergere l’umanità che i processi burocratici e socializzanti vanno mutilando. Queste resistenze strutturate nel collettivo, che resistono agli attacchi dello stigma e dell’ideologia della dominazione, finiscono per distillare esperienze resilienti: persone che riescono a superare le condizioni avverse della propria esperienza senza ipotecare la propria umanità messa in discussione, grazie a una profonda ricerca del senso della vita6. I movimenti comunali di resistenza permettono alla persona di superare le contusioni della ferita psicologica, riemergendo dal mondo dei morti7 nel recuperare l’umanità rubata. E se siamo narrazioni8, possiamo creare e ricreare le storie della nostra vita personale e collettiva, ridisegnare le nostre identità ferite. Per questo, il recupero di racconti vitali permette di uscire dai confini della normalità, perché mettono in discussione l’incontestato, creando nuove cartografie vitali e sociali guidate dal desiderio di cambiamento. Un lavoro necessario per il sostegno incondizionato alla lotta contro la disuguaglianza (per qualsiasi motivo essa sia), per far vedere la legittimità e il valore delle voci comuni, nell’accompagnamento umano (che non terapeutico) dei docenti verso i propri studenti e nel rendere pubbliche le storie che mettono in discussione e spostano i confini. Perché le mettono in discussione in quanto possono sovvertire il potere, e sono resilienti perché ospitano al loro interno, necessariamente, la riconciliazione.

Le storie di vita approfondite offrono un’opportunità privilegiata per conoscere l’esperienza sociale delle persone, poiché ci rivelano i loro modi di comprendere ciò che vivono, le esperienze che fanno, le loro condizioni, i gruppi a cui appartengono, le loro frustrazioni e i loro desideri, ecc. Mostrano una parte importante dell’ambiente in cui si vive, in questo caso fondamentalmente la scuola. La serie di testi creati rivendica quella parte della realtà che può essere conosciuta solo attraverso lo sguardo profondo dei soggetti, che costruiscono i propri sistemi di conoscenza immersi in un determinato contesto.

D’altra parte, è stato costruito un buon numero di microstorie e brevi racconti, in cui con poche parole si riesce a trasmettere al lettore situazioni quotidiane importanti, che solitamente vengono rese invisibili.

Il lavoro continua e si prevede che a breve sarà disponibile un numero maggiore di storie e racconti, anche in formato audiovisivo. Da una parte, in forma conversazionale, attraverso una serie di interviste, sviluppate da Belén Jurado, in cui un ampio numero di persone mette in comune le proprie esperienze nelle scuole. Dall’altra, una serie di ritratti di alcune persone che, individualmente, condividono le proprie vite o quelle delle proprie famiglie. Biografie che narrano in modo audiovisivo percorsi, emozioni, riflessioni ed esperienze che possono servire ad altre persone per identificarsi, ricostruirsi e, collettivamente, costruire nuove strategie liberatorie.

5. I discorsi della gente comune nei grandi forum di costruzione politica

Fare advocacy politica implica riuscire a far arrivare i discorsi della cittadinanza nei grandi forum decisionali. Ciò significa che le parole semplici e senza pretese di una madre, di una studentessa, di una consulente o di un insegnante possano essere ascoltate in contesti che spesso prescindono dalle loro voci, ancor più quando si tratta di popolazioni in situazioni di svantaggio.

‘Quererla es crearla’ ha tenuto conto di questa necessità di collegare i discorsi e favorire trasformazioni macropolitiche a livello locale, regionale, nazionale e internazionale. Si tratta della logica ‘Pensa globale, agisci locale’, tenendo costantemente in considerazione che si tratta di cambiamenti sociali che devono raggiungere tutti, e che è proprio il movimento dell’agenda globale a favorire alcuni cambiamenti ai livelli inferiori. Allo stesso tempo, i cambiamenti agli altri livelli possono promuovere trasformazioni più globali.

Con questa filosofia, sono stati realizzati interventi e audizioni, ad esempio presso il Parlamento delle Isole Baleari, il Congresso dei Deputati spagnolo, l’Organizzazione degli Stati Americani o l’Organizzazione delle Nazioni Unite, dando voce a Maria Luisa, una madre il cui figlio — Ángel, ormai adulto — continua a lottare per rendere le scuole inclusive, affinché nessun bambino debba subire l’esclusione vissuta da Ángel durante il suo percorso scolastico; o a quella di Luluxa, madre e insegnante che, con parole semplici, mostra l’importanza fondamentale di un’educazione inclusiva per la costruzione di società inclusive; o a quella di Basilisa, una madre ormai scomparsa, che difendeva il valore della persona al di sopra delle categorie diagnostiche, facendo comprendere che la realtà è costruita socialmente e che le nostre azioni — le più personali, così come le più strutturali — plasmano la realtà in cui viviamo.

6. Costruire insieme con nuovi linguaggi

Fin dall’inizio dei lavori generati in ‘Quererla es crearla’ vi è stato un continuo interesse nel trovare nuovi canali di costruzione della conoscenza e della comunicazione. Pertanto, l’arte diventa una chiave del lavoro svolto. Trasformare la cultura politica, sociale e accademica richiede un lavoro artistico, in cui impariamo a guardare la stessa realtà in modo diverso: in modo più critico, ma anche rivedendo ciò che intendiamo per bellezza, per resistenza, per normale, per diverso.

È quanto è stato sviluppato nel progetto “Riconoscere la diversità”, che si è concretizzato inizialmente in un libro e successivamente in una mostra fotografica che ha viaggiato in diverse parti del mondo, da Mérida a Washington DC. Entrambi i prodotti culturali nascono dalla costruzione collaborativa tra un ricercatore e una fotografa attivista; un accademico e una madre. Questa collaborazione è un esempio di come il movimento inizi a trascendere i confini che ci dividono e ci indeboliscono.

Le immagini possono collocarci in un luogo bello e allo stesso tempo scomodo per confrontarci con riflessioni sotto forma di testi. Attraverso questi e altri linguaggi può emergere la messa in discussione di ciò che oggi ci viene presentato come assoluto e indiscutibile, ma che devasta il mondo con i nonsensi che ci dominano e ci sottomettono.

La mostra ‘Riconoscere la diversità’ sta itinerando in diversi luoghi della Spagna ed è stata esposta presso la Sede dell’Organizzazione degli Stati Americani a Washington (USA).

Accanto a questa, altre mostre come “Sin límites”, con fotografie di Luis Garván e testi di Ignacio Calderón, sono state realizzate al Parque Juarez di Xalapa (Messico) nel 2018 e all’Università Pedagogica di Veracruz (Messico) nel 2019.

7. Creare un nuovo modello di Orientamento Scolastico, in linea con i Diritti Umani

Dallo svolgimento del workshop, ma più intensamente a partire da giugno 2020, un nutrito gruppo di orientatori e orientatrici ha iniziato a riunirsi online per dare risposta a una delle principali problematiche segnalate tempo prima nel WorkshopOrienta e successivamente nelle ‘Conversazioni sulla scuola inclusiva’: la funzione selettiva e gli effetti escludenti delle pratiche abituali dei team di orientamento scolastico. L’intenzione di questi incontri, avviati nel 2018, era quella di generare un nuovo modello di Valutazione Psicopedagogica orientato all’inclusione, che potesse essere utile a ogni professionista che intenda trasformare le proprie pratiche di fronte alle nuove richieste che la società pone alla scuola.

Il gruppo di lavoro è stato costituito da circa 50 persone provenienti da diversi territori dello Stato. Attraverso riunioni periodiche, sono emersi dibattiti a partire dalle esperienze di tutto il team, riflettendo con l’ausilio di letture e mettendo in gioco tutto il sapere professionale che si incontrava durante gli incontri. Da tutto ciò è stato distillato un lavoro, sotto forma di guida, che intendiamo implementare in diversi centri. Un lavoro che trascende la valutazione psicopedagogica e che concretizza un nuovo modo di concepire l’attività dei dipartimenti di orientamento. La guida sarà pubblicata a breve e avrà un carattere molto pratico, affinché possa essere applicata in modo flessibile alla ricostruzione delle culture, delle politiche e delle pratiche di ogni singolo centro. Questo primo passo di sperimentazione sarà preso in considerazione per il confronto e il miglioramento dello strumento.

Questo documento è il frutto di un esteso lavoro del Colectivo Alterevaluación. Utilizza un linguaggio professionale che collega le evidenze scientifiche internazionali a una serie di proposte costruite nel linguaggio della pratica. Come spiega nella prefazione il professor Mel Ainscow, uno dei ricercatori più prestigiosi al mondo nel campo dell’educazione inclusiva, la svolta inclusiva richiede di “allontanarsi dalle spiegazioni del fallimento educativo che si concentrano sulle caratteristiche individuali dei bambini e delle loro famiglie, verso un’analisi delle barriere alla partecipazione e all’apprendimento che gli studenti sperimentano all’interno dei sistemi educativi. Qui, la nozione di ‘barriere’ richiama la nostra attenzione sui modi in cui la mancanza di risorse o di esperienza, i piani di studio, i metodi di insegnamento inappropriati e gli atteggiamenti negativi possono limitare il progresso educativo degli studenti.”

Questa guida intende servire da strumento, ma anche da supporto, da repertorio di argomentazioni, da sostegno collettivo e da “base” in quell’avventura che è addentrarsi nell’ignoto. Non sei più sola nel tuo desiderio di trasformare la tua pratica di orientamento. Andiamo insieme.

Allo stesso tempo, il gruppo intende creare reti territoriali di formazione in cui gli stessi creatori e creatrici della guida mettano le proprie riflessioni e i propri apprendimenti al servizio di altri membri interessati a trasformare le proprie pratiche.

Pertanto, l’Orientamento Scolastico, da cui nasce la prima richiesta del movimento, continua a lavorare da allora per costruire un nuovo modello di scuola, che supporti gli insegnanti e le insegnanti nel rielaborare le proprie pratiche.

8. Una diagnosi partecipativa della scuola per orientare le politiche

Durante i martedì di maggio e giugno 2020, in pieno confinamento per la pandemia di COVID-19, si è svolta una serie di “Conversazioni sulla scuola (inclusiva)” che venivano condivise sui social network o nella Playlist Conversaciones sobre la escuela (inclusiva). Queste conversazioni intendevano essere uno spazio in cui riflettere pubblicamente sulla realtà che viviamo nelle nostre scuole e in cui progettare la scuola che desideriamo. Le sessioni sono state registrate e diffuse attraverso i social network, oltre ad essere utilizzate a fini di ricerca pedagogica. Alle conversazioni si sono iscritte più di 200 persone di diverse nazionalità, motivo per cui gli incontri sono stati suddivisi operativamente per collettivi, ai quali hanno partecipato prima solo le famiglie, poi studenti, professionisti, team direttivi, ricercatori e ricercatrici e rappresentanti politici nella Commissione per l’Istruzione del Congresso dei Deputati. Nonostante l’organizzazione di incontri per collettivi, l’idea era che tutte le persone iscritte assistessero al resto dei dibattiti, ed è stata invitata la cittadinanza a seguirli e commentarli sui social network. L’esercizio di ascolto è risultato fondamentale per l’intero processo.

Come risultato di tutto ciò, rimangono per la riflessione e l’analisi le sessioni registrate di quei giorni, che vengono già utilizzate per i processi di formazione del corpo docente, con decine di migliaia di visualizzazioni. D’altra parte, da quegli incontri nasce un documento che intendeva essere utile per il dibattito parlamentare sul Progetto di Legge Educativa in Spagna del 2020, e che continua ad essere utile per pianificare politiche educative nei contesti regionali. Il testo, scaricabile gratuitamente, è intitolato “Análisis y propuestas para una nueva Ley Educativa. Conversaciones de la ciudadanía sobre la escuela inclusiva” (Octaedro, 2020).

D’altra parte, tutte quelle conversazioni, che sono state registrate e ampiamente condivise, continuano ad essere a disposizione della comunità, che può rivivere gli incontri, rivisitare le analisi e costruire nuove proposte sulla base del dialogo sviluppato. Alcuni degli incontri sono stati particolarmente preziosi, per la loro forza e risonanza. In questo senso, gli studenti hanno brillato in modo speciale, generando così l’inizio di una delle azioni di maggior valore del movimento: la nascita di “Estudiantes por la inclusión”, un gruppo di lavoro formato solo da studenti della scuola secondaria, che avvia riflessioni, progetta proposte e genera azioni di grande portata trasformativa.

9. Ampliare l’immaginazione sociale per concepire una scuola senza esclusioni

Non può accadere ciò che non trova spazio nella nostra immaginazione. È necessario, pertanto, ampliarne i confini per poter arrivare a pensare che un’altra scuola sia possibile, che quella che abbiamo ora non sia l’unica.

Con questa idea in mente, e con l’animazione creata da Manu Viqueira, Quererla es crearla promuove una campagna basata su un video di meno di 2 minuti che mira a collocare la lotta per l’educazione inclusiva nella stessa dimensione di altri cambiamenti sociali precedenti.

L’educazione inclusiva costituisce una delle grandi sfide che l’umanità affronta oggi, e in particolare il sistema educativo spagnolo. Fare in modo che risponda ai bisogni e ai diritti di tutta l’infanzia unita rappresenta un contributo fondamentale per lo sviluppo di una società con maggiore equità, più giusta e più democratica.

Non si tratta di una questione marginale o aneddotica, bensì di un passo fondamentale nella successione di fatti storici che abbiamo sviluppato nella conquista dei diritti umani. La difesa del diritto all’istruzione per tutte le persone senza eccezione, senza separarle fin dall’infanzia, accresce il valore sociale ed educativo della scuola.

Vogliamo quella scuola. E volerla significa mettersi all’opera per crearla.

La campagna ha avuto una grande accoglienza ed è utilizzata in molti contesti, specialmente in quelli educativi, per generare dibattito pubblico e riflessione sul suo contenuto. Valgano come esempi quelli qui evidenziati: la reazione del noto pedagogista Francesco Tonucci, o il programma dedicato all’analisi della Campagna su Canal Málaga TV.

D’altra parte, il collettivo ha creato altri materiali che contribuiscono a far sì che le comunità scolastiche possano avviare processi di riflessione collettiva su temi che spesso vengono trascurati, ma che hanno un importante impatto sul benessere emotivo dei bambini e delle bambine nelle scuole. Un esempio significativo è la solitudine durante l’intervallo. A tal fine è stato realizzato un cortometraggio animato, costruito da uno dei ragazzi con la collaborazione di membri adulti del gruppo motore del progetto. Il risultato può essere visto qui:

Non si tratta solo dell’intervallo; né si limita a chi ha una mobilità ridotta. Il video è un punto di partenza per una riflessione profonda: ci sono studenti che, durante la giornata scolastica, si relazionano quasi esclusivamente con il corpo docente, lontano dal proprio gruppo di riferimento, pur condividendo lo spazio. Il video ha generato una chiamata a raccolta di iniziative e buone pratiche, che sono state condivise e che cercano di dare risposta a queste situazioni che pongono una parte degli studenti in una condizione di vulnerabilità e isolamento. Presentiamo qui una breve selezione di esse per il loro potenziale di farci riflettere, ma sono stati compiuti grandi sforzi da diverse scuole in tutta la Spagna.

La proposta rimanda a una domanda molto semplice: E il tuo istituto, il collegio docenti, le famiglie, tu… cosa fate o cosa farete per CREARE spazi di convivenza in cui tutte le bambine e tutti i bambini, senza eccezione, facciano parte di un tutto? Il lavoro di ogni comunità per evitare quel dolore può essere un ottimo inizio di processi inclusivi che si estendano ad altri temi della scuola.

L’obiettivo rimane la creazione di proposte per la riflessione e il dibattito che favoriscano la trasformazione delle nostre scuole in spazi democratici e realmente inclusivi, dove i bisogni di tutti gli studenti siano presi in considerazione e affrontati da una prospettiva allineata al rispetto dei diritti umani. Per questo è indispensabile contare su persone come te per dimostrare ancora una volta che Quererla es crearla.

10. È possibile: una scuola che lavora per i propri sogni

Il CEIP La Parra di Almáchar (Malaga) è una Comunità di Apprendimento (CdA) che dal 2019 si sta arricchendo con un processo di Ricerca-Azione Partecipativa (IAP) il cui obiettivo è migliorare la convivenza all’interno della scuola e nel suo contesto. La IAP sviluppa un lavoro sistematico e rigoroso che coinvolge l’intera comunità, in particolare tutti gli studenti e il corpo docente, che come agenti ricercatori della propria realtà sviluppano analisi partecipative, scelgono collettivamente gli obiettivi di azione, progettano e implementano un piano d’azione integrale e valutano il processo.

Tale progetto fa parte della ricerca “Narrativas emergentes sobre la escuela inclusiva desde el modelo social de la discapacidad. Resistencia, resiliencia y cambio social” (Narrazioni emergenti sulla scuola inclusiva dal modello sociale della disabilità. Resistenza, resilienza e cambiamento sociale), dell’Università di Malaga. Come singolarità rispetto ad altre esperienze di IAP, apporta un valore aggiunto assumendo come sfida un cambiamento profondo nel modo di guardare e intendere “l’attenzione alla diversità” da un approccio inclusivo, che incorpora le voci degli studenti e delle famiglie, per identificare le barriere all’apprendimento e alla partecipazione, generando con ciò opportunità per tutti gli studenti senza eccezione: “costruire una scuola che dia risposta a tutte le singolarità, alla quale i bambini e le bambine vadano felici”, che abbiano “opportunità equivalenti per imparare e svilupparsi” per costruire i propri progetti di vita e che diventino anche persone autonome e responsabili che vogliano cambiare e trasformare la propria realtà”.

Progetti di IAP focalizzati sul cambiamento educativo, con metodologia inclusiva, come quella sviluppata in questo centro, hanno un grande potenziale per la formazione dei professionisti nel loro contesto di lavoro e per lo sviluppo delle scuole. È per questo che, come frutto di questo lavoro, è stata pubblicata dall’INTEF (Ministero dell’Istruzione e della Formazione Professionale) una guida affinché altre scuole e comunità scolastiche possano sviluppare i propri processi di crescita per l’inclusione.

Il progetto sviluppato è stato condiviso con altre scuole e mira a servire da esempio per quelle che desiderano avviare i propri processi di miglioramento verso l’inclusione e l’equità. Vale la pena sottolineare il documentario realizzato nell’ambito della ricerca dal titolo “Como la luz de un sueño”, e la partecipazione a servizi di Canal Malaga e Canal Sur TV.

11. Il sentiero del dissenso per trasformare la scuola

Viviamo in un mondo che elogia il consenso. E di conseguenza, rinneghiamo la discrepanza e detestiamo il dissenso. Tuttavia, il dissenso è stato proibito da tutte le dittature, di qualunque segno fossero. Nei regimi totalitari la dissidenza è stata punita, perseguitata ed eliminata.

Il dissenso è, in realtà, il motore dei cambiamenti sociali e della conquista dei diritti. Mette in discussione l’ordine costituito, il “si è sempre fatto così” e, soprattutto, l’oppressione che viene normalizzata su determinati gruppi discriminati per ragioni di sesso, etnia, funzionalità, orientamento sessuale, identità di genere o qualsiasi altra caratteristica.

Per questo motivo, un gruppo di madri ha realizzato una Guida intitolata “Come dissentire”, che mira ad aprire la strada alle famiglie che devono rispondere a una scuola che ancora non accoglie come dovrebbe tutta la cittadinanza. Questo è, inoltre, uno dei passi necessari per provocare il cambiamento nell’istituzione: far valere le voci che solitamente non vengono ascoltate al suo interno.

In definitiva, l’obiettivo di questa guida è orientare nel dissenso chiunque abbia bisogno di esercitarlo. Ma siamo consapevoli che il dissenso non può avere successo se chi detiene il potere non si apre all’ascolto di chi dissente, per poter costruire insieme una scuola migliore. Una scuola che non accetti l’ingiustizia e che difenda i diritti di tutte e tutti. Pertanto, questa guida su “Come dissentire” dovrebbe essere completata da un’altra che potrebbe benissimo intitolarsi “Come accogliere le critiche al mio operato”, “Come ascoltare” o “Come interrogarmi se sto causando sofferenza”.

Lo strumento mira a offrire un sostegno emotivo e razionale all’insieme di persone che, quotidianamente, consultano e chiedono consiglio al team di madri, padri e professionisti di “Quererla es Crearla”, che è in costante crescita. Pertanto, la guida non è solo una guida. È anche un modo per accompagnare le persone affinché non si sentano così sole nel loro compito (obbligato!) di opporsi alle ingiustizie scolastiche che ancora oggi si verificano nelle scuole.

12. Tutorial affinché le comunità possano fare ricerca

Avviare progetti in cui sviluppare l’inclusione nella propria scuola richiede spesso di poter trovare percorsi da seguire, che altre scuole e collettivi hanno già intrapreso. Per questo motivo, Quererla es Crearla ha voluto realizzare una serie di video tutorial che permettono di accompagnare processi di Ricerca-Azione Partecipativa, che possono essere gestiti da diversi collettivi di qualsiasi scuola: collegi docenti, associazioni dei genitori, team direttivi, gruppi di studenti…

Per la realizzazione si è fatto affidamento su studenti post-laurea dell’Università di Malaga —che frequentano il Master in Cambiamento Sociale e Professioni Educative— e su ricercatori senior. In collaborazione stanno generando sceneggiature, selezionando materiali, cercando bibliografia e producendo tutorial in formato video che accompagnano nei processi da intraprendere. In particolare sono state prese in considerazione le guide de “La Aventura de Aprender”, dell’Instituto Nacional de Tecnologías Educativas y de Formación del Profesorado (INTEF) del Ministero dell’Istruzione e della Formazione Professionale. In questo progetto, Quererla es Crearla ha partecipato attivamente alla stesura delle guide.

Questa collaborazione tra università e scuole, attraverso l’apprendimento-servizio, rappresenta un passo avanti nei processi di sviluppo, innovazione e trasferimento della conoscenza generata in entrambe le direzioni: gli studenti universitari apprendono le procedure che la letteratura scientifica ha dimostrato funzionare per promuovere l’equità e l’inclusione, ma allo stesso tempo passano dal loro ruolo di ricettori di informazioni a quello di costruttori di conoscenza. D’altra parte, le guide illustrate con i videotutorial provengono da una collaborazione tra ricercatori accademici e collettivi sociali.

I videotutorial pubblicati al momento o in fase di realizzazione coprono le seguenti tematiche:

  • Come rendere inclusiva la tua scuola
  • Come condurre una Ricerca-Azione Partecipativa
  • Come raccogliere informazioni dalla comunità
  • Come selezionare un problema
  • Come condurre interviste
  • Come realizzare storie di vita
  • Come restituire le informazioni alla comunità
  • Come fare advocacy politica
  • Dinamiche di gruppo per la realizzazione di workshop
  • Come realizzare una mini-etnografia
  • Come promuovere la partecipazione degli studenti
  • Come costruire una leadership orizzontale nella scuola
  • Come realizzare un micro-racconto audiovisivo
  • Come realizzare un progetto
  • Come realizzare un diagramma di flusso
  • Come realizzare una mappatura
  • L’UDL come strumento di attenzione alla diversità

13. Crearla: partecipazione per la costruzione del cambiamento educativo

Se nel 2018 il processo è iniziato con una valutazione partecipativa iniziale (descritta nella sezione 2), e nel 2020 è stato svolto un lavoro partecipativo online per proseguire con tale valutazione al fine di orientare le politiche (trattato nella sezione 7), nel 2022 era il momento di realizzare un altro incontro partecipativo, in questo caso orientato all’azione.

Il WorkshopCrearla  è stato un incontro tra famiglie, studenti e professionisti svoltosi il 22 ottobre 2022 a Madrid, nel quale abbiamo condiviso una diagnosi della realtà scolastica in relazione all’inclusione, costruita collettivamente nel corso di 4 anni. Da quel punto di partenza, l’obiettivo era generare un dialogo paritario in cui costruire linee strategiche per continuare a lavorare in modo partecipativo, organizzato e sistematico durante l’anno successivo. Non è stato un congresso né un corso tradizionale. È stato un incontro in cui ogni partecipante si è impegnato nella trasformazione del sistema educativo. L’incontro è stato trasmesso in diretta su PeerTube grazie al supporto di xrcb.cat

Il Workshop partiva dalla ricerca “Narrativas emergentes sobre la escuela inclusiva…” (RTI2018-099218-A-I00) che abbiamo sviluppato presso l’Università di Malaga con il finanziamento del Ministero della Scienza, dell’Innovazione e delle Università, così come i precedenti incontri partecipativi sviluppati negli anni scorsi. Si basava sulla prospettiva di Booth (1998)9 quando propone la “tesi della voce esclusa”: questa metodologia di ricerca permette di raggiungere le prospettive e le esperienze dei gruppi oppressi che non potrebbero far sentire le proprie voci con altre proposte metodologiche. In altre parole, la ricerca cerca di mettere in discussione e persino rompere le relazioni di potere che dominano le pratiche di ricerca.

Consapevoli del valore di quanto era stato costruito, questo incontro è partito dall’idea che studenti, docenti, famiglie e accademici possano imparare gli uni dagli altri, collaborare all’elaborazione di nuove proposte e sviluppare insieme nuove possibilità di azione. Per questo ha inteso: 

  • Promuovere la costruzione di reti di collaborazione e attivismo per l’inclusione.
  • Diffondere una valutazione partecipativa della situazione dell’inclusione scolastica, a partire dall’esperienza.
  • Favorire un luogo di espressione di desideri, preoccupazioni, dubbi e proposte.
  • Ripristinare la necessaria fiducia tra professionisti, studenti e famiglie, attraverso persone impegnate nella democratizzazione delle scuole.
  • Progettare linee strategiche per promuovere lo sviluppo reale ed effettivo della scuola inclusiva.
  • Organizzare una grande Ricerca-Azione Partecipativa per promuovere l’inclusione nel sistema scolastico statale

L’incontro è stato molto proficuo. È stato condiviso il lavoro svolto da ciascuno dei gruppi di lavoro e collettivi negli ultimi anni, si è dibattuto sul processo, si è discusso su come elaborare una strategia comune per sviluppare azioni nei diversi territori dello Stato e, tra tutte le proposte sviluppate, è stato concordato un decalogo di impegni, tra i quali ne sottolineiamo due: 

  • Ogni Comunità Autonoma o territorio costituirà un gruppo motore, composto da professionisti, studenti, famiglie, politica, associazionismo e università.
  • Sviluppare un ampio lavoro di diffusione del documentario in tutte le istituzioni possibili, cercando di coinvolgere comuni ed enti, per coinvolgere la comunità e generare un dibattito pubblico sulla necessità dell’educazione inclusiva.
  • Creare una rete di orientatori e orientatrici in tutto lo Stato, generando incontri online.
  • Tessere reti condividendo storie.

14. Studenti per l’inclusione: gli studenti alla guida del cambiamento

Questo gruppo di ricerca di studenti della scuola secondaria fa parte della ricerca più ampia, intitolata ‘Narrativas emergentes sobre la escolarización inclusiva…’, menzionata in precedenza.

Dal 2020, un gruppo di 16 studenti della scuola secondaria provenienti da diversi territori della Spagna ha tenuto incontri virtuali con alcuni ricercatori del suddetto progetto per analizzare le proprie esperienze scolastiche e costruire una guida rivolta ad altri studenti che avviano processi per rendere i propri istituti più inclusivi. Hanno formato una preziosa rete di supporto intersezionale (genere, abilità, classe sociale, nazionalità, etnia, rendimento scolastico, orientamento sessuale e identità di genere, salute, ecc.) che ha dato vita a un movimento attivista per la diversità: ‘Estudiantes por la Inclusión’.

Dal 1990, il movimento Istruzione per tutti (EPT) ha dato un impulso internazionale all’inclusione e all’equità nelle scuole. È stato enfatizzato nel 2016 dal Quadro d’azione Istruzione 2030. In questo contesto, questa ricerca condotta dai giovani si basa sulle linee guida dell’UNESCO su inclusione ed equità e sui lavori sulla voce degli studenti di Fielding, il tutto dalla prospettiva intersezionale di Hill Collins.

Gli studenti e le studentesse hanno sviluppato una Ricerca-Azione Partecipativa Giovanile, al fine di promuovere la giustizia educativa attraverso l’inclusione, incoraggiando altri giovani a guidare i cambiamenti nelle proprie scuole. Allo stesso tempo, alcuni di questi studenti hanno costruito le proprie storie di vita per illustrare i processi di esclusione e inclusione scolastica come aiuto per altri studenti. Queste storie di vita sono contemplate nella sezione 3 di questo rapporto, insieme a membri di altri settori della comunità scolastica.

Le informazioni utilizzate nella loro ricerca sono state quelle generate attraverso il dialogo e il lavoro congiunto sulle proprie esperienze scolastiche e di vita. Sono state sviluppate attraverso più di 20 sessioni di lavoro collettivo online (registrate, analizzate e categorizzate da loro stessi), incontri e momenti di convivenza, interviste e partecipazione ad atti pubblici.

Il gruppo ha ottenuto grandi risultati. È emerso come un gruppo di attivismo che offre sostegno reciproco, genera riflessioni condivise e promuove trasformazioni. Le sue azioni includono:

  • Pubblicazione di 6 storie di vita studentesca.
  • Pubblicazione della Guida ‘Come rendere la tua scuola inclusiva’.
  • Incidenza politica ai massimi livelli, con incontri con la Ministra dell’Istruzione spagnola.
  • Partecipazione a congressi, workshop e programmi di formazione per docenti.
  • Leadership per il cambiamento e la trasformazione culturale:
  • Partecipazione a televisione, radio e stampa.
  • Attivismo sui social network.
  • Sono attori principali nel film documentario ‘Educación Inclusiva. Quererla es crearla’, con anteprime in 10 paesi.
  • Partecipazione al sit-in per l’educazione inclusiva.

Una guida molto pratica

Frutto del lavoro intenso e prolungato del gruppo ‘Estudiantes por la inclusión’ insieme a un team di ricercatori e ricercatrici dell’Università di Malaga, nasce la Guida ‘Cómo hacer inclusiva tu escuela’. La composizione così eterogenea del gruppo è stata la chiave affinché le idee che ne sono scaturite, filtrate attraverso un dibattito sostenuto nel tempo, garantissero che il focus fosse sempre sull’inclusione di tutti gli studenti, senza alcun tipo di restrizione a quel ‘tutti’. Il loro lavoro è un enorme esempio del fatto che quando parliamo di educazione inclusiva, Quererla es crearla.

La guida attinge a tre grandi linee di ricerca ampiamente sviluppate dalle Scienze dell’Educazione e da altre Scienze Sociali. Queste correnti di ricerca e azione per promuovere la giustizia sociale nelle situazioni che colpiscono i giovani, sono state mescolate e intrecciate in queste pagine con l’idea che siano i giovani stessi a guidare il cambiamento nelle nostre scuole e istituti.

Così, questa guida diventa uno strumento utile, che offre un metodo comprovato ma flessibile di lavoro efficace per avanzare nell’inclusione e nell’equità.

Resistenza e resilienza

Il Team dei Giovani e la sua ricerca stanno aprendo processi di resistenza e resilienza nei partecipanti, che si riconoscono come persone capaci di immaginare e costruire altri futuri. Il rigore scientifico delle proposte, la loro costruzione collaborativa con famiglie e professionisti, e l’impatto sociale del loro lavoro mostrano il valore delle loro conoscenze, il loro senso critico e la loro capacità trasformativa, così come la necessità di riconoscere l’agency di tutti gli studenti senza eccezione.

Premio ‘Youth Teams in Education Research’

‘Estudiantes por la inclusión’ è stato premiato dall’American Educational Research Association (Associazione Americana di Ricerca Educativa) per partecipare al suo prossimo congresso, che si terrà a Chicago nell’aprile 2023. Il gruppo è stato uno dei 10 team di ricerca di studenti della scuola secondaria selezionati in tutto il mondo per partecipare a questo importante congresso internazionale.

“A nome dell’American Educational Research Association (AERA), siamo lieti di informarvi che il vostro gruppo di ricerca di studenti delle scuole secondarie è stato selezionato per partecipare al Programma di Team di Giovani nella Ricerca Educativa dell’AERA durante il Congresso Annuale del 2023 a Chicago. Questa iniziativa speciale è pensata per mostrare il lavoro degli studenti delle scuole secondarie che utilizzano strumenti di ricerca per rispondere a domande critiche sull’istruzione e per coltivare la conoscenza e l’interesse degli studenti nel campo della ricerca educativa. Il programma ha attirato decine di proposte da team giovanili di tutti gli Stati Uniti e da tutto il mondo. Il comitato di selezione è rimasto colpito dalla qualità della vostra proposta e dalla sostanza del lavoro che gli studenti ricercatori del vostro team stanno svolgendo. Congratulazioni!”

Premio Mondiale della Sindrome di Down

‘Estudiantes por la inclusión’ è stato premiato da Down Syndrome International, l’organizzazione internazionale che riunisce le associazioni di diversi paesi nei 5 continenti. I Premi Mondiali della Sindrome di Down vengono assegnati a progetti, risultati o pratiche che migliorano la vita delle persone con sindrome di Down. Ci sono state più di 200 candidature da tutto il mondo e solo 5 premi, di cui uno – quello nella categoria Gruppi di (auto)difesa dell’educazione inclusiva – è stato assegnato a ‘Estudiantes por la inclusión’, il gruppo di studenti promotore del movimento  Quererla es crearla. Questo potente team di giovani, con il suo procedere tranquillo e senza pretese, continua a dare lezioni in tutto il mondo. Hanno presentato il loro progetto e le loro azioni il 22 marzo 2024 presso la sede delle Nazioni Unite a New York.

15. Un movimento in piazza per un diritto che va a beneficio di tutte le persone

Domenica 23 ottobre 2022, Quererla es Crearla ha indetto un presidio in Plaza del Callao a Madrid (Spagna) alle ore 12:00 per rivendicare un sistema educativo inclusivo che sia l’anticamera di una società inclusiva. Un presidio per l’adempimento di un diritto che va a beneficio di tutte le persone.

Il manifesto del presidio ha ottenuto più di 100 adesioni da parte di enti e collettivi locali, regionali, nazionali e internazionali, e un nutrito gruppo di persone si è dato appuntamento in piazza per manifestare che vogliamo un’Educazione Inclusiva e sosterremo ogni persona e collettivo disposto a crearla, perché così avanziamo nella nostra umanità, e perché questo sarà il miglior lascito per i nostri figli e figlie, per le generazioni future e per contribuire a ottenere una vita in società dignitosa per ogni persona, sostenibile e che valga la pena di essere vissuta.

16. Documentare un movimento che percorra il mondo

Tutto il lavoro svolto è stato, a sua volta, oggetto di un rigoroso processo di documentazione. A tal fine, ci si è avvalsi della direzione della regista Cecilia Barriga che, orientata grazie a processi partecipativi in cui ha preso la parola ogni membro del gruppo promotore di Quererla es crearla, ha raccontato il percorso seguito, mostrando al contempo il germe di un movimento sociale.

Sinossi

“Quererla es crearla” è un documentario su un diritto, una necessità, un desiderio, un impegno politico e una possibilità: fare in modo che nelle scuole tutte le persone possano imparare a vivere insieme. Costruire società inclusive richiede di smantellare i pregiudizi che abbiamo sulla diversità e sulle differenze, per cui dobbiamo rivedere le scuole in cui una parte degli studenti non trova posto, viene maltrattata e segregata, mentre il resto impara a vedere la discriminazione come qualcosa di corretto e desiderabile. Il film riflette su questa realtà attraverso diverse storie che si intrecciano nella difesa del diritto all’educazione inclusiva.

Inizia con il caso di Rubén Calleja, che fu espulso dalla sua scuola primaria e obbligato a essere scolarizzato in un centro di educazione speciale, cosa che la sua famiglia si rifiutò di accettare. Dopo anni di battaglia legale, Rubén ottiene il sostegno delle Nazioni Unite, con una sentenza pionieristica contro il sistema educativo spagnolo. L’educazione inclusiva è un diritto fondamentale, che abilita la possibilità di partecipare al mondo. La storia di Rubén è il filo conduttore di altre lotte, più profonde e complesse di quella giuridica, che condividono un gruppo di studenti e le loro famiglie: quelle che si riferiscono agli ideari socialmente condivisi, alla cultura, alle politiche e alle pratiche scolastiche, che discriminano fortemente per capacità, origine sociale, genere, etnia, salute, orientamento sessuale, nazionalità, ecc. Ma che danneggiano anche chi non rientra in queste categorie, perché nessuno può adattarsi alla normalità a cui servono le scuole.

Con lo sfondo di una lotta che deve essere condivisa da tutta la popolazione, questo gruppo di persone mostra la necessità di uscire dalle loro insopportabili situazioni oppressive, introducendoci allo stesso tempo nei sogni quotidiani, semplici ed entusiasmanti di qualsiasi persona, le loro azioni per renderli realtà, le piccole cose che compongono il giorno per giorno… Ma soprattutto, il film è la testimonianza di un movimento collettivo: l’inclusione non è qualcosa di lontano e irraggiungibile, ma un’esperienza reale che vivono molte persone oggi, che approfondisce la diversità e, pertanto, la nostra natura umana.

È possibile trovare tutte le informazioni sul film nella scheda tecnica, e un’anteprima con il trailer.

Il film è stato sottotitolato in modo collaborativo in 14 lingue al momento (spagnolo, inglese, rumeno, giapponese, francese, portoghese, esperanto, coreano, galiziano, catalano, basco, arabo, italiano e russo), interpretato nella Lingua dei Segni Spagnola e nella Lingua dei Segni Messicana e audiodescritto. Ciò dimostra il valore internazionale del film, che facilita lo sviluppo di dibattiti e riflessioni sul valore e sulla necessità dell’educazione inclusiva, collocandola nello spazio rivoluzionario che è, e che mira a trasformare il sistema scolastico.

Il 21 ottobre 2022 è stato presentato al Museo Nacional Reina Sofía di Madrid il documentario “Educación inclusiva. Quererla es crearla”. Da quel giorno, il film è a disposizione di qualsiasi collettivo che desideri organizzare proiezioni di gruppo nel proprio territorio. Vogliamo che il documentario sia uno stimolo per generare dibattiti, conversazioni, analisi e critiche sull’educazione che abbiamo e su quella possibile. Per questo dedichiamo questi primi mesi di visione del documentario a incontri collettivi. Il film è adatto a tutti i pubblici, ma mira a rimuovere le barriere in particolare tra la popolazione adulta: docenti, famiglie, altri professionisti legati all’educazione, enti sociali, ecc. Anche gli studenti delle scuole secondarie e universitarie possono vederlo, ma questa fase di proiezioni collettive è concepita per essere vissuta in comunità. Rendere le scuole inclusive richiede che parliamo, che ci conosciamo meglio e che possiamo iniziare a mettere in discussione ciò che finora è stato “la normalità”. È questo ciò che bisogna smantellare.

Chiunque sia interessato a organizzare una proiezione del film, confermi luogo, data e ora nella propria località (riservando del tempo per il dibattito successivo) e compili un breve modulo. Una volta verificato che tutto sia in ordine, verrà inviato il film insieme a una cartella con tutto il materiale necessario per la promozione dell’evento: locandina, sinossi, scheda tecnica, photocall, cartella stampa, immagini del film da condividere con i media, guida per animare il dibattito, ecc. Alcuni documenti sono predisposti per essere modificati e contestualizzati in ogni evento.

Il documentario sta riscuotendo un enorme successo, finora nei paesi di lingua spagnola. Speriamo che presto possa iniziare a essere fruito anche nelle altre lingue in cui è stato tradotto. Al momento, si sono svolte più di 150 proiezioni collettive in 10 paesi: Spagna, Argentina, Messico, Cile, Costa Rica, Uruguay, Paraguay, Venezuela, Colombia e Guatemala. Le informazioni sulle proiezioni sono pubbliche e possono essere consultate su https://creemoseducacioninclusiva.com/el-documental-se-mueve/. Ogni proiezione rappresenta un incontro, una conversazione, un dibattito: portare l’educazione inclusiva nello spazio pubblico, e farlo attraverso un linguaggio carico di emozione. D’altra parte, ha appena iniziato a essere presentato in festival cinematografici nazionali e internazionali. Il percorso in questi itinerari è ancora tutto da scoprire.

17. Una rete internazionale di scuole per l’inclusione e l’equità

Da decenni, l’educazione inclusiva è entrata nell’agenda politica internazionale. L’educazione inclusiva è intesa come un diritto umano fondamentale che non può essere sottratto a nessun bambino, bambina o giovane, poiché ciò significa la perdita di opportunità sociali, emotive, attitudinali, accademiche, identitarie…10, oltre a rappresentare un ostacolo insormontabile per avanzare nella costruzione di società accoglienti verso tutte le persone. Nonostante ciò, nei nostri sistemi educativi continuano a prodursi e riprodursi disuguaglianze basate su disabilità, classe sociale, nazionalità o etnia, tra le altre, un fatto ripetutamente evidenziato nei rapporti di organismi internazionali come l’UNESCO.11 La scuola può essere depositaria e legittimatrice di queste ingiustizie sociali, ma può anche sfidarle. Per questo motivo, il progetto collettivo di rendere le scuole inclusive occupa un posto di rilievo tra gli obiettivi desiderabili e necessari in ogni angolo del mondo.

Questa è la ragione che mobilita la  Rete Internazionale di scuole per l’inclusione e l’equità: avanzare nella sfida di sviluppare istituzioni scolastiche più inclusive, offrendo opportunità di apprendimento e una rete sociale che sostenga tutti gli studenti senza eccezione. Ciò implica la costruzione di comunità scolastiche più accoglienti e creative, che valorizzino le differenze e crescano in modo sistematico a partire da esse. In questo modo, gli ambienti educativi riducono la segregazione e migliorano la qualità degli apprendimenti che generano e le relazioni sociali che favoriscono, il che significa crescere in democrazia e giustizia sociale.

La cooperazione tra le diverse comunità scolastiche della rete consentirà la sperimentazione e il miglioramento di una serie di strumenti creati nell’ambito di tale progetto, il confronto tra esperienze e la costruzione di proposte pratiche per il miglioramento di culture, politiche e pratiche che potrebbero essere d’esempio per altre scuole in Spagna e America Latina. La rete comprende centri con una grande diversità tra loro, il che la rende particolarmente preziosa: rurali e urbani, di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, con una grande diversità di studenti e diverse sfide. Queste possono essere raggruppate nella partecipazione come elemento chiave per l’equità e l’inclusione, e si manifestano nell’eradicazione della segregazione, nella riduzione dell’insuccesso scolastico, della ripetenza e dell’abbandono, nel miglioramento della partecipazione e della convivenza della comunità, nonché nell’ottimizzazione della qualità degli apprendimenti.

Quererla es Crearla ha così convocato questa Rete di Centri Scolastici di Spagna e America Latina che desiderano far avanzare le proprie pratiche per accogliere adeguatamente tutti gli studenti senza eccezione. La rete ha iniziato a lavorare nel mese di giugno 2024 con più di 170 scuole di 10 paesi, tenendo incontri telematici facilitati dal team del Progetto I+D+i “Narrativas emergentes para la construcción de escuelas inclusivas” (PID2022-140193OB-I00, del Ministero della Scienza, Innovazione e Università di Spagna) presso l’Università di Malaga. Il lavoro parte dalle scoperte e dalle costruzioni sviluppate durante gli ultimi 5 anni nel progetto di I+D+i che lo precede: “Narrativas emergentes sobre la escuela inclusiva desde el modelo social de la discapacidad” (RTI2018-099218-A-I00, del Ministero della Scienza e Innovazione di Spagna).

Narrazioni emergenti per la costruzione di scuole inclusive. Educazione inclusiva. Quererla es Crearla – Rapporto Narrativo e Interattivo. Ognuno dei Centri Scolastici che fa parte della rete svilupperà una Ricerca-Azione Partecipativa, utilizzando le risorse generate in Quererla es Crearla durante gli ultimi anni, in particolare la guida “Cómo hacer Investigación Acción Participativa”. Il processo conterà sul coordinamento di ricercatori e ricercatrici dell’Università di Malaga, sui contributi di attivisti del movimento e sull’accompagnamento del resto delle scuole della comunità, e sarà dinamizzato e monitorato attraverso la Piattaforma Partecipativa “Decidimos Educación Inclusiva”, ospitata sul server dell’Università di Malaga e gestita in modo partecipativo.

18. ‘Quererla es crearla’ nei media

‘Quererla es Crearla’ sta avendo una risonanza molto ampia in un vasto spettro di media. I seguenti link ne sono un esempio:

19. Un movimento sociale sostenuto da una scienza impegnata

Come abbiamo espresso all’inizio di questo rapporto, Quererla es Crearla è un movimento sociale delle persone che è stato sostenuto e facilitato scientificamente attraverso il Progetto di R+S+I (Ricerca, Sviluppo e Innovazione) “Narrative emergenti sulla scuola inclusiva dal modello sociale della disabilità. Resistenza, resilienza e cambiamento sociale” (RTI2018-099218-A-I00), diretto dai professori dell’Università di Malaga Ignacio Calderón Almendros e Mª Teresa Rascón Gómez, e finanziato dal Ministero della Scienza, dell’Innovazione e delle Università, e dall’Università di Malaga.

Questo progetto di ricerca parte da tre premesse: 1) L’attivismo delle persone con disabilità e del loro contesto promuove l’inclusione educativa e il cambiamento sociale; 2) I saperi che emanano dal Modello Sociale della Disabilità permettono di mettere in discussione e migliorare le scuole; 3) Le reti di mutuo appoggio e resistenza favoriscono processi di resilienza. A partire da queste idee sono state recuperate storie di attivismo di famiglie, studenti e professionisti che stanno lottando per rendere la scuola un luogo in cui tutta l’infanzia trovi riconoscimento attraverso la presenza, l’apprendimento, la partecipazione e il successo nelle fasi pre-scolari e dell’obbligo. Si tratta di documentare e analizzare le esperienze di famiglie, studenti e professionisti che stanno lottando affinché venga rispettato l’articolo 24 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dalla Spagna (ONU, 2006). Ciò assume una rilevanza particolare dopo il rapporto reso pubblico nel giugno 2018 dal Comitato sui diritti delle persone con disabilità dell’ONU, in cui si dichiara che in Spagna viene violato gravemente e sistematicamente il diritto all’istruzione dei bambini e delle bambine con disabilità (UN, 2017). Tuttavia, la proposta di ricerca è andata ben oltre questi termini giuridici.

Lo studio ha documentato le nuove narrazioni sulla disabilità e sull’educazione inclusiva che nascono in questo collettivo al fine di riconoscerne il valore e diffonderle; ha approfondito le concezioni educative, le esperienze e le pratiche professionali coinvolte nei processi di inclusione scolastica; ha aiutato a comprendere i meccanismi di collaborazione utilizzati da questi collettivi; e, infine, ha creato risorse che rendono visibili e alimentano nuove concezioni sulla diversità funzionale e che articolano proposte per promuovere l’educazione inclusiva.

Per raggiungere questi obiettivi, il team di ricerca si è introdotto etnograficamente nelle coordinate di queste persone che stanno costruendo racconti oltre i confini convenzionali di ciò che abbiamo inteso per scuola, e che stanno cercando di forzare la trasformazione dell’istituzione attraverso nuove elaborazioni culturali e cartografie vitali e sociali. È stata utilizzata la metodologia biografico-narrativa poiché ritenuta perfettamente adeguata alle pretese dello studio.

All’interno di questa metodologia, si è fatto uso di diverse formule metodologiche: l’elaborazione di abbondanti microstorie di vita e racconti autobiografici, la costruzione di storie di vita in profondità di attivisti, studenti e professionisti impegnati nell’inclusione, e un’analisi documentale della legislazione vigente in materia di equità e inclusione nelle scuole. D’altra parte, sono stati sviluppati diversi processi di Ricerca-Azione Partecipativa per promuovere trasformazioni. Il rapporto finale è stato costruito in due formati: testo e audiovisivo.

La ricerca ha mirato alla comprensione, ma anche all’espressione di persone e collettivi che spesso non sono legittimati nelle loro costruzioni. Pertanto, la ricerca è di per sé uno strumento per il cambiamento sociale. Inoltre, le narrazioni e le analisi sono servite da catalizzatori di proposte orientate all’azione cittadina, rendendo più efficaci le lotte per questo cambiamento sociale. Infine, la progettazione e la facilitazione di processi di ricerca partecipativa si sono rivelate fondamentali per la forza del movimento.

Progetti competitivi pubblici

Ognuna delle aree di ricerca emerse nel corso degli ultimi 5 anni ha comportato lavori scientifici che hanno ottenuto finanziamenti pubblici, ovvero:

  • Narrazioni emergenti sulla scuola inclusiva dal Modello Sociale della Disabilità. Resistenza, resilienza e cambiamento sociale (RTI2018-099218-A-I00)
  • Narrazioni emergenti sulla scuola inclusiva dal Modello Sociale della Disabilità. Resistenza, resilienza e cambiamento sociale (Piano Proprio di Ricerca dell’Università di Malaga)
  • Students for inclusion (AEPP01/23, Piano Proprio di Ricerca dell’Università di Malaga)
  • Contratto FPU17/00385 del Ministero della Scienza, dell’Innovazione e delle Università, Jesús Javier Moreno Parra, settembre 2018-marzo 2023, 54 mesi di durata.
  • Contratto FPU19/05477 del Ministero della Scienza, dell’Innovazione e delle Università, Luz del Valle Mojtar Mendieta, novembre 2020-novembre 2024, 48 mesi di durata.

Tesi di dottorato e Tesi di laurea magistrale

D’altra parte, sono state sviluppate due tesi di dottorato, non ancora discusse:

  • MORENO PARRA, J.J. (2023). Educazione inclusiva, orientamento scolastico e risposta alla diversità. Narrazioni nella formazione del corpo docente. Relatori: José Ignacio Rivas Flores e Ignacio Calderón Almendros. Università di Malaga. Voto: Eccellente Cum Laude.
  • MOJTAR MENDIETA, L. (In corso). Narrazioni emergenti della scuola inclusiva. Intersezionalità in collettivi vulnerabili a partire da due casi. Relatore: Ignacio Calderón Almendros. Università di Malaga.

E i seguenti lavori di tesi di master:

  • MOJTAR MENDIETA, L. (2020). La costruzione di una vita tra i confini. Analisi per l’educazione inclusiva da una prospettiva intersezionale. Tesi finale del Master in Cambiamento Sociale e Professioni Educative dell’Università di Malaga. Relatore: Ignacio Calderón Almendros. Voto: Eccellente (10).
  • LÓPEZ RODRÍGUEZ, S. (2022). Educazione, resistenza e intersezionalità: storia di vita di una donna venezuelana con Sindrome di Down. Tesi finale del Master in Educazione Inclusiva, Democrazia e Apprendimento Cooperativo dell’Università Centrale della Catalogna. Relatore: Ignacio Calderón Almendros. Voto: Lode (9,9).
  • ESCARTÍN PUEYO, E. (2022). Storia di vita di Inar: la lotta per essere vista in una scuola che esclude. Un’analisi intersezionale per camminare verso la scuola inclusiva. Tesi di Master in Cambiamento Sociale e Professioni Educative dell’Università di Malaga. Relatore: Ignacio Calderón Almendros. Voto: Eccellente (9)
  • AGUILERA ROJO, A. (2022). Biografia di Belén: imparare ad essere attraverso l’attivismo per il diritto all’istruzione di sua figlia. Tesi di Master in Cambiamento Sociale e Professioni Educative dell’Università di Malaga. Relatore: Ignacio Calderón Almendros. Voto: Distinto (8).
  • GARCÍA GAMARRO, M.D. (2022). Il coinvolgimento della comunità per un’educazione inclusiva: studio di caso valutativo delle Giornate dell’Axarquía Inclusiva. Tesi di Master in Cambiamento Sociale e Professioni Educative dell’Università di Malaga. Relatrice: María Teresa Rascón Gómez. Voto: Distinto (8)

Premi e riconoscimenti

  • Premio Straordinario del Master Universitario in Cambiamento Sociale e Professioni Educative dell’Università di Malaga  2019/2020,  alla ricercatrice Luz de Valle Mojtar Mendieta, il cui lavoro di tesi di Master era intitolato  “La costruzione di una vita tra i confini.  Analisi per l’educazione inclusiva da una prospettiva intersezionale”.
  • Premio Straordinario del Master Universitario in Educazione Inclusiva, Democrazia e Apprendimento Cooperativo dell’Universitat Central de Catalunya 2021/22, alla ricercatrice Sonia López Rodríguez, il cui lavoro di tesi magistrale era intitolato “Educazione, Resistenza e Intersezionalità. Storia di vita di una donna venezuelana con sindrome di Down”.
  • II Premio Pere Pujolàs i Maset (2022), della Facultat d’Educació, Traducció, Esports i Psicologia (FETEP) UVIC, la Xarxa de Centres Khelidon e l’Associació Catalana de Psicopedagogia,  alla ricercatrice  Sonia López Rodríguez, il cui lavoro di tesi di master era intitolato  “Educación, Resistencia y Interseccionalidad. Historia de vida de una mujer venezolana con síndrome de Down”. https://bit.ly/3K8ol3X
  • ‘Youth Teams in Education Research’ Award (2023), l’American Educational Research Association (Associazione Americana di Educazione Inclusiva)  al Gruppo di Ricerca di Studenti della Scuola Secondaria “Students for Inclusion”.

Pubblicazioni scientifiche

Il lavoro svolto è stato accompagnato da un gran numero di pubblicazioni scientifiche di primo livello internazionale, frutto dell’attività di ricerca del team dell’Università di Malaga. Allo stesso modo, i principali contributi sono stati presentati in alcuni dei più importanti congressi di ricerca educativa al mondo. Di questo insieme di produzioni scientifiche, segnaliamo le seguenti:

Libri

ALONSO, M.; RASCÓN, M.T.; CALDERÓN, I. & COMUNIDAD EDUCATIVA DEL CEIP ‘LA PARRA’ (2023). Come fare Ricerca-Azione Partecipativa. Ministerio de Educación y Formación Profesional. https://bit.ly/3JOdzP8

CALDERÓN, I.; MOJTAR, L.; CABELLO, F. & COLECTIVO ‘ESTUDIANTES POR LA INCLUSIÓN’ (2021).  Come rendere inclusiva la tua scuola. Ministerio de Educación y Formación Profesional. https://bit.ly/3FRmxK8

CALDERÓN ALMENDROS, I. & VERDE FRANCISCO, P. (2018). Riconoscere la diversità. Testi brevi e immagini per trasformare gli sguardi. Octaedro. https://bit.ly/3FVgB2U

CALDERÓN ALMENDROS, I. & RASCÓN GÓMEZ, M.T. (Coords.)(2020). Analisi e proposte per una nuova Legge sull’Istruzione. Conversazioni della cittadinanza sulla scuola inclusiva. Octaedro.https://bit.ly/40g2r4q

CALDERÓN ALMENDROS, I. & RASCÓN GÓMEZ, M.T. (Coords.)(In stampa). Il ruolo dell’Università nella costruzione di sistemi educativi inclusivi. Difficoltà, proposte e sfide. Octaedro.https://tinyurl.com/22a64l4y

CALDERÓN ALMENDROS, I., MORENO PARRA, J. & COLECTIVO ALTEREVALUACIÓN (In stampa). Una valutazione psicopedagogica inclusiva. Come trasformarla in un elemento chiave per una scuola che si occupa di tutti e tutte, senza eccezioni. Octaedro.

COLECTIVO RADIKALES DESADAPTADAS (2024). Cómo disentir. Una guía (o compañía). Octaedro. https://octaedro.com/libro/como-disentir/

Selezione di capitoli di libri

SOLDEVILA-PÉREZ, J.; CALDERÓN-ALMENDROS, I. & ECHEITA, G. (2022).  My (school) life is expendable: radicalizing the discourse against the miseries of the school system. In J. Collet, M. Naranjo & J. Soldevila (Ed),  Global struggles for inclusive education: lessons from Spain  (pp.17-32). Springer, Switzerland. https://doi.org/ 10.1007/978-3-031-11476-2_2  

RASCÓN GÓMEZ, M.T., CIVILA SALAS, A. & CALDERÓN-ALMENDROS, I. (2022). Ricerca in educazione inclusiva e trasferimento nella formazione iniziale degli insegnanti: difficoltà e sfide. In Vila, E. e Hijano, M. (Coords.),  Transferencia del conocimiento e investigación educativa (pp. 61-82). Octaedro. https://doi.org/10.36006/09503

MARTÍNEZ MARTÍN, M.; CALDERÓN ALMENDROS, I. e VILLAMOR MANERO, P. (2019). Il ruolo della pratica nella formazione dei professionisti dell’educazione. In Vera Vila, J. (Coord.), Formar para transformar. Cambio social y profesiones educativas (133-156). Editorial GEU, Granada. https://bit.ly/3Kc6wkv

CALDERÓN ALMENDROS, I.; RASCÓN GÓMEZ, M.T. & ALONSO BRIALES, M. (2020).  Investigar para construir una educación inclusiva. En Vila, E. y Grana, I. (Coords.), Investigación educativa y cambio social (pp. 189-209). Octaedro. https://bit.ly/40iraFb

RASCÓN GÓMEZ, M.T., CIVILA SALAS, A. & CALDERÓN-ALMENDROS, I. (2022). Investigación en educación inclusiva y transferencia en la formación inicial del profesorado: dificultades y retos. En Vila, E. e Hijano, M. (Coords.), Transferencia del conocimiento e investigación educativa (pp. 61-82). Octaedro. https://doi.org/10.36006/09503

Selezione di articoli scientifici

ALONSO BRIALES, M., & VERA VILA, J. (2022). La formazione in sede del personale docente non universitario: modalità fondamentale nella sua formazione permanente.  Teoría De La Educación. Revista Interuniversitaria,  35(1), 167–184. https://doi.org/10.14201/teri.28285

CABELLO, F., RASCÓN, M. T. Y ALVARADO, A. (2019). Sguardi multimediali su resilienza ed educazione: Innovazione educomunicativa per la resilienza dell’infanzia a rischio sociale. Revista de Iberoamericana de Educación Superior, 10(28), 157-169. https://doi.org/10.22201/iisue.20072872e.2019.28.434

CABELLO, F. Y RASCÓN, M. T. (2019). Narrazioni audiovisive su resilienza ed educazione. Revista de Innovación Educativa, 19(80), 77-92.

CABELLO, F., RASCÓN, M. T. Y HERRERA, D. (2019). Horizontes socioespaciales y temporales de la marginación: El caso de Los Asperones. Andamios. Revista de Investigación Social, 41, 355-383. DOI: http://dx.doi.org/10.29092/uacm.v16i41.729

CALDERÓN-ALMENDROS, I. & ECHEITA, G. (2022).  Inclusive Education as a human right. Oxford Research Encyclopedia of Education. https://doi.org/ 10.1093/acrefore/9780190264093.013.1243

CALDERÓN ALMENDROS, I.; MORENO PARRA, J. & MOJTAR MENDIETA, L. (In stampa). Disuguaglianza scolastica e discriminazione per abilità in tempi di confinamento. Esperienze familiari in processi di ricerca partecipativa. Revista Complutense de Educación.

CALDERÓN-ALMENDROS, I.; MORENO-PARRA, J. & VILA-MERINO, E. (2022). Education, power, and segregation. The psychoeducational report as an obstacle to inclusive education.  International Journal of Inclusive education. https://doi.org/10.1080/13603116.2022.2108512

CALDERÓN-ALMENDROS, I. (2018). Deprived of human rights. Disability & Society, 3 3 ( 1 0 ) , 1 6 6 6 – 1 6 7 1 . https://doi.org/10.1080/09687599.2018.1529260

CALDERÓN-ALMENDROS, I. (2023).  Researching with communities to promote inclusive education.  Lead the Change Series, 140, 2-4. https://bit.ly/3Kb68CN

CALDERÓN ALMENDROS, I. & RASCÓN GÓMEZ, M.T. (2021).  Retoriche, possibilità e infanzie lacerate. Sull’educazione inclusiva nella LOMLOE. Cuadernos de Pedagogía, 526, 74-80. https://bit.ly/3zcSHvO

CALDERÓN ALMENDROS, I. (Coord.)(2019). Tema del mese: Sfide dell’educazione inclusiva nella scuola secondaria. Aula de Secundaria, 33, 12-25.

CALDERÓN-ALMENDROS, I. (2019). Differences and Inequality in Schools: The Languages of Oppressed People as Hope. Ars Vivendi Journal, 11, 2-11. https://bit.ly/2GzQ7Wf

CALDERÓN-ALMENDROS, I. & RASCÓN-GÓMEZ, M.T. (2022). Tessere lotte per il diritto all’istruzione: narrazioni collettive e personali per l’inclusione basate sul modello sociale della disabilità.  Pedagogía Social. Revista Interuniversitaria, 41, 43-54.  https://doi.org/10.7179/PSRI_2022.41.03

HERRERA FERNÁNDEZ, M.M., MATÉS LLAMAS, C., FARZANEH PEÑA, D. & BARRADO FERNÁNDEZ, S. (2021). Camminando verso l’inclusione attraverso la ricerca-azione partecipativa in una comunità educativa.  Revista Latinoamericana de Educación Inclusiva,  15(2), 135-153. https://bit.ly/3zc1yhy

MOJTAR-MENDIETA, L. & CALDERÓN-ALMENDROS, I. (2021). Silenced voices leading school changes.  Enabling Education Review, 10, 28-29. https://bit.ly/3lEDO2t

MORENO PARRA, J.; FERNÁNDEZ TORRES, P. & CORTÉS GONZÁLEZ, P. (2022).  L’intelligenza nella formazione iniziale degli orientatori. Prospettive degli studenti.  Revista de Educación, 398, 87-110. https://sede.educacion.gob.es/publiventa/d/26348/19/0

VEGA DÍAZ, C. Y DE OÑA COTS, J.M. (2021). Ricercare per trasformare: costruire l’Educazione Sociale a partire dall’analisi della propria esperienza. RES: Revista de Educación Social, 33, 113-130.

VILA, E.S. (2019). Ripensare la relazione educativa a partire dalla pedagogia dell’alterità. Teoría de la educación. Revista Interuniversitaria, 31(2), 177-196. https://doi.org/10.14201/teri.20271

JURADO, B. E CALDERÓN ALMENDROS, I. (2024). Violazioni del diritto all’istruzione che avvengono quotidianamente nelle nostre scuole. E non succede nulla.  AOSMA, Revista de Orientación Educativa, 33, 118-127. https://tinyurl.com/2amyyx8u

CALDERÓN ALMENDROS, I. (2024). Calpestare il diritto all’istruzione (inclusiva) o lottare per ottenerlo.  Fòrum. Revista d’Organització i Gestió Educativa, 63, 5-10. https://tinyurl.com/2f4u56q2

VILA MERINO, E., RASCÓN-GÓMEZ, M.T. &  CALDERÓN-ALMENDROS, I. (2024). Disabilità, stigma e sofferenza nelle scuole. Narrazioni emergenti per il diritto all’educazione inclusiva.  Educación XX1, 27(1), 353 371. https://doi.org/10.5944/educxx1.36753

Selezione di conferenze in congressi internazionali

ALONSO-BRIALES, M., DE OÑA-COTS, J.M. & VEGA-DÍAZ, C. (2021). Lifelong learning for inclusive education. Paper presented at World Educational Research Association 2021 Focal Meeting, Santiago de Compostela, Spain.

CALDERÓN-ALMENDROS, I.; RASCÓN-GÓMEZ, M.T. & CABELLO- FERNÁNDEZ-DELGADO, F. (2021). Come rendere le nostre scuole più inclusive? Il caso della Spagna. Documento presentato alla Comparative Education Society of Asia (CESA) 12th Biennial Conference, Kathmandu, Nepal.

CALDERÓN-ALMENDROS, I. (2022). Coinvolgere le comunità nella promozione di culture scolastiche inclusive.  1st International Conference on Education and Training – Thinking education in transition times, Lisbona, Portogallo. https://www.icet2022.pt/en/content/abstracts/abstract-book/abstract-book.html

CALDERÓN-ALMENDROS, I.; RASCÓN-GÓMEZ, M.T. & MOJTAR-MENDIETA, L. (2022). Intersezionalità, narrazioni emergenti ed educazione inclusiva in Spagna. Documento presentato all’ American Educational Research Association Annual Meeting 2022 (AERA). San Diego, USA. https://hdl.handle.net/10630/24086

CALDERÓN-ALMENDROS, I.; MORENO-PARRA, J.J. & VILA-MERINO, E. (2021). Education, power and segregation. Psychoeducational evaluation as an obstacle to Inclusive Education. Paper presented at  World Educational Research Association 2021 Focal Meeting, Santiago de Compostela, Spain.  https://hdl.handle.net/10630/22679

CALDERÓN-ALMENDROS, I.; RASCÓN-GÓMEZ, M.T. & MOJTAR-MENDIETA, L. (2022).  New Discourses for a Necessary Transformation: Intersectionality, emerging narratives, and inclusive education in Spain.  Paper presented at the  American Educational Research Association Research Meeting 2022 (AERA), San Diego. https://hdl.handle.net/10630/24086

CALDERÓN-ALMENDROS, I. & AINSCOW, M. (2023).  Researching With Communities To Promote Inclusive Education In Latin America. Paper presented at the American Educational Research Association Annual Meeting 2023 (AERA), Chicago, USA.

CALDERÓN-ALMENDROS, I. (2021). Inclusione ed equità educativa in America Latina. Documento presentato alla Conferenza 2021 della Comparative and International Education Society (CIES): Responsabilità sociale in contesti mutevoli, Seattle, USA.

MOJTAR-MENDIETA, L., CALDERÓN-ALMENDROS, I. & RASCÓN-GÓMEZ, M.T. (2023). Studenti come soggetti. Resistenza e resilienza collettiva per sfidare le barriere all’inclusione. Documento presentato all’American Educational Research Association Annual Meeting 2023 (AERA), Chicago, USA.

RASCÓN-GÓMEZ, M.T. & MOJTAR-MENDIETA, L. (2021).  Educazione inclusiva o esclusiva? Una sfida per il sistema scolastico spagnolo.  Documento presentato al World Educational Research Association 2021 Focal Meeting, Santiago de Compostela, Spagna.

RASCÓN-GÓMEZ, M.T.; CABELLO FERNÁNDEZ-DELGADO, F. & CALDERÓN- ALMENDROS, I. (2022).  Narrazioni emergenti e trasformative sull’educazione inclusiva attraverso il cinema documentario. Paper presentato all’American Educational Research Association Research Meeting 2022 (AERA), San Diego.

RASCÓN-GÓMEZ, M.T., CABELLO-FERNANDEZ, F. & CALDERÓN-ALMENDROS, I. (2023).  Come rendere il documentario sociale partecipativo uno strumento per l’inclusione educativa? Paper presentato all’American Educational Research Association Annual Meeting 2023 (AERA), Chicago, USA.

MARTÍNEZ-DE-ILARDUYA, I. & CALDERÓN-CANO, M. (2024). Non giudicare un libro dalla copertina. Paper presentato alla World Down Syndrome Day 2024 (DSI), Nazioni Unite, New York, USA.https://creemoseducacioninclusiva.uma.es/w/hoCjpAbhyycdfYtVAxFxuB

Note

  1. ONU (13 dicembre 2006). Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Organizzazione delle Nazioni Unite.https://bit.ly/2X6oZGC
  2. ONU, Comitato sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) (2017). Rapporto dell’inchiesta riguardante la Spagna ai sensi dell’articolo 6 del Protocollo opzionale.https://bit.ly/3Zzql9L
  3. Kemmis, S. (2006). Participatory Action Research and the public sphere. Educational Action Research, 14(4), 459-476. https://doi.org/10.1080/09650790600975593
  4. Brydon-Miller, M. & Maguire, P. (2009). Participatory Action Research: Contributions to the Development of Practitioner Inquiry in Education. Educational Action Research, 17(1), https://doi.org/10.1080/09650790802667469
  5. Bertaux, D. (1981). Biography and Society. Sage
  6. Frankl, V. (1991). L’uomo in cerca di senso. Herder.
  7. Cyrulnik, B. (2002). I brutti anatroccoli. La resilienza: un’infanzia infelice non determina la vita. Gedisa.
  8. Bruner, J. (1991). La ricerca del significato. Per una psicologia culturale. Alianza Editorial.
  9. Booth, T. (1998). Il suono delle voci silenziate: questioni sull’uso dei metodi narrativi con persone con difficoltà di apprendimento. In L. Barton (a cura di), Discapacidad y sociedad. Morata.
  10. Vedi: European Agency for Development in Special Needs Education (2018).  Prove della relazione tra l’educazione inclusiva e l’inclusione sociale. EADSNE. Hehir, T.; Pascucci, S. & Pascucci, Ch. (2016). Sintesi delle evidenze sull’educazione inclusiva. Instituto Alana.
  11. UNESCO (2020). Rapporto di monitoraggio dell’educazione nel mondo 2020: Inclusione e istruzione: Tutti e tutte senza eccezioni. UNESCO.

Una ricerca partecipativa per la conquista del diritto all’istruzione.