Documenting a movement. Inclusive education as a protagonist

Rascón-Gómez, M.T. & Calderón-Almendros, I. (2024)

Il documentario sociale partecipativo ha dimostrato un grande potenziale come strumento di ricerca per la trasformazione sociale ed educativa. Nell’ambito del paradigma critico e dell’alternativa metodologica della Ricerca-Azione Partecipativa, questo documentario mira a provocare trasformazioni, trasformando tutti i soggetti coinvolti (cineasti, protagonisti e spettatori) in protagonisti e narratori della storia. Per fare ciò, un gruppo di attivisti per l’educazione inclusiva e un team di ricercatori dell’Università di Malaga legati al progetto di ricerca “Emergenti narrazioni sulla scuola inclusiva dal Modello Sociale della Disabilità. Resistenza, resilienza e cambiamento sociale” (RTI2018-099218-A-I00, e finanziato dal Ministero spagnolo della Scienza, dell’Innovazione e delle Università), accompagnati dalla regista Cecilia Barriga, si uniscono per creare un’opera documentaristica che cerca di sensibilizzare gli spettatori sulla sofferenza delle persone discriminate a scuola a causa del loro genere, razza o disabilità, nonché di coinvolgerli nella trasformazione di queste condizioni. 

Questo lavoro rientra nel paradigma critico, che si differenzia da altri approcci come quello positivista o interpretativo, in quanto non solo cerca di ottenere informazioni per comprendere la realtà, ma anche di provocare trasformazioni nei contesti in cui interviene. E lo fa da una dinamica liberatoria ed emancipatrice delle persone coinvolte (Escudero, 1987). Nell’ambito del paradigma critico, la ricerca-azione partecipativa emerge come un’alternativa metodologica, che considera le persone come soggetti attivi capaci di provocare cambiamenti nella società e nelle istituzioni che la compongono, inclusa l’istituzione scolastica (Alberich, 2002). 

This artistic creation, whose documentary work has been shared by the filmmaker and the research team (made up of families and professionals involved in respecting the right to an inclusive education), draws on a series of audiovisual resources previously generated by the entire group of people behind the audiovisual piece: workshops, scientific meetings, state conversations between the educational community, work groups, Participatory Action-Research processes, biographical interviews, observations, assemblies, focus groups, personal and diary records, collaborative constructions, blog entries, press and television publications… A whole range of strategies for collecting information, processes for building new narratives and actions aimed at transforming everyday life. 

In order to make people participate in these social and educational problems, the documentary that we present aims to show a whole series of narratives that respond to the construction of a movement to fight for the rights of minors with disabilities in schools. One of the most significant narratives is the one carried out by Rubén Calleja and his family, based on the battle against the school discrimination suffered by this young man because of his disability. Another of the stories shown in the documentary is the life project created by Raúl Aguirre and his family. This young man opens the doors of his home to us and shows us how he has managed to lead a full and autonomous life despite the stigma associated with his disability. Also specially significant are the stories of Zulaika, Alberto, Jorge, Antón, Indira, Zoe, Malena, Darío, Leo, Mariama, Yasmina… a group of boys and girls who have been discriminated against at school because of their disability, their race, their socioeconomic level, their sexual identity, their academic performance, etc. All of them have come together to form the group “Students for Inclusion”, and together with a team of researchers from the University of Malaga (Spain) they have created the Guide “How to make your school inclusive” (Calderón, Mojtar y Cabello, 2021). 

Questo lavoro non si limita a documentare le storie di una serie di giovani e famiglie segnate da una serie di categorie sociali e stigmi che li opprimono e discriminano, ma anche quelle di un movimento composto da un gruppo di persone che, supportate dalla propria esperienza, mirano a contribuire alla creazione di una società più inclusiva. Ricordare le loro storie ha permesso agli attori chiave del film di fare il punto sui loro successi e di riconoscere una narrazione sociale di ciò che è accaduto loro: quella che hanno vissuto, ma anche quella che li ha preceduti e quella a cui ora contribuiscono a generare. Contribuisce a completare i loro processi di costruzione dell’identità, allo stesso tempo in cui permette di generare movimenti politici di resistenza, per rendere le scuole più democratiche (Freire, 1970; Giroux 2006; McLaren e Kincheloe, 2008). 

Riferimenti bibliografici

  • Alberich, T. (2002). “Prospettive della Ricerca Sociale”, in T. Rodríguez Villasante, (et al.). Investigación Social Participativa. Construyendo ciudadanía. Madrid: El Viejo Topo, 65-78. 
  • Calderón, I; Mojtar, L. y Cabello, F. (2021). Cómo hacer inclusiva tu escuela. Madrid: Ministerio de Educación y Formación Profesional. 
  • Escudero, J. (1987). La investigación-acción en el panorama actual de la investigación educativa: algunas tendencias. Revista de Innovación e Investigación Educativa, 3, 14-25. 
  • Flaherty, R. (1939). “La Función del Documental”. En Textos y Manifiestos del Documental. Recuperado de http://www.docupolis.org/historiayteoria/texto01.htm 
  • Freire, P. (1970). Pedagogia dell’oppresso. Montevideo: Tierra Nueva. 
  • Giroux, H. (2006). Il nuovo autoritarismo, la pedagogia critica e la promessa della democrazia. Revista Electrónica Sinéctica, 28, 1-19. 
  • McLaren, P. y Kincheloe, J.L. (Coords.) (2008). Pedagogía crítica. De qué hablamos, dónde estamos. Barcelona: GRAO.